Rogo Thyssenkrupp, il processo è da rifare

La Cassazione: nuovo processo d'appello per rideterminare le pene dei sei imputati

Rogo Thyssenkrupp, il processo è da rifare

Ci sarà un nuovo processo d'appello per rideterminare le pene dei sei imputati per l'incendio scoppiato nello stabilimento ThyssenKrupp di Torino nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007 costato la vita a 7 operai. Lo ha stabilito la corte di Cassazione, a sezioni unite penali, che ha deciso di rinviare gli atti alla corte d'assise d'appello di Torino.

Non è ravvisabile il reato di "omicidio volontario con dolo eventuale", ma quello di "omicidio colposo". Lo ha sostenuto il pg di Cassazione Carlo Destro davanti ai giudici delle sezioni unite penali della suprema Corte, sollecitando il rigetto dei ricorsi presentati dalla procura di Torino e dagli imputati contro la sentenza con cui la corte d’Assise d’appello del capoluogo piemontese condannò 6 alti dirigenti dell’azienda, diminuendo però notevolmente le condanne che erano state inflitte loro in primo grado.

Il sostituto Pg della Cassazione ha chiesto dunque che vengano confermate le condanne pronunciate in appello nei confronti degli imputati. In particolare, secondo il pg, va confermata la condanna a 10 anni dell’ex amministratore delegato Harald Espenhahn, che in primo grado, invece, era stato condannato a 16 anni e mezzo. I giudici d’appello avevano derubricato il reato di omicidio volontario con dolo eventuale in quello di omicidio colposo con colpa cosciente. L’impostazione della corte d’Assise d’appello di Torino, ha rilevato il pg Destro, è "logica e congrua".

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