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Festa a Vico si allarga all’intera Penisola Sorrentina

La kermesse gastronomica organizzata ogni anno dallo chef Gennarino Esposito, quest’anno va oltre i confini di Vico Equense e finisce per rappresentare tutto il territorio, diventando un format diffuso per diventare un racconto che attraversa territori diversi e prova a mettere in rete paesaggio, ospitalità, cucina e comunità locali. Ricco come sempre il programma, dal 14 al 17 giugno

Festa a Vico si allarga all’intera Penisola Sorrentina
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Festa a Vico cambia pelle senza rinunciare alla propria natura. La ventitreesima edizione della manifestazione ideata da Gennaro Esposito segna infatti un doppio passaggio: l’allargamento geografico oltre i confini di Vico Equense e una riflessione più ampia sul ruolo della cucina italiana, oggi sempre più riconosciuta come patrimonio culturale e identitario.

Per la prima volta l’evento, che si svolgerà dal 14 al 17 giugno, approda anche a Sorrento, trasformandosi in un format diffuso che coinvolge l’intera Costiera Sorrentina. Non più soltanto una manifestazione concentrata in un unico luogo, ma un racconto che attraversa territori diversi e prova a mettere in rete paesaggio, ospitalità, cucina e comunità locali. È da qui che nasce il concetto di “Gusto in Movimento”, scelto come filo conduttore dell’edizione 2026: il gusto come elemento capace di spostarsi, creare connessioni e valorizzare luoghi già fortemente esposti al turismo internazionale ma ancora in cerca di un equilibrio tra immagine e autenticità.

L’espansione coincide anche con un momento simbolico per la gastronomia italiana, sempre più al centro del dibattito culturale e istituzionale. Festa a Vico rivendica il proprio ruolo in questo percorso, ricordando come negli anni abbia costruito la propria identità attorno ad alcuni temi ormai centrali: il lavoro delle brigate, il rapporto con i produttori, la materia prima e il legame con i territori.

Il tema scelto per questa edizione è “FOCUS: l’intelligenza nelle mani, la conoscenza nel piatto”, ispirato alle intuizioni di Giovanni Keplero. Dopo un 2025 dedicato al tempo ritrovato, il nuovo capitolo prova a spostare l’attenzione sulla precisione del gesto e sulla capacità di distinguere ciò che conta davvero. “Mettere a fuoco” diventa così una metafora della cucina contemporanea: meno effetti, più consapevolezza tecnica e culturale.

Nelle parole di Esposito, l’eccellenza nasce dalla convergenza di competenze diverse: il lavoro delle brigate, la relazione con i produttori e la qualità della materia prima. Un discorso che punta a riportare attenzione su una filiera spesso evocata ma raramente raccontata nella sua complessità quotidiana.

Il programma si sviluppa infatti lungo due direttrici principali. Da un lato il lavoro manuale di chef, pizzaioli e pasticcieri, custodi di un sapere pratico che continua a trasmettersi soprattutto attraverso il fare. Dall’altro il racconto della filiera e delle relazioni che sostengono la ristorazione contemporanea: produttori, fornitori, artigiani, vino e ospitalità.

Anche i format storici vengono riorganizzati. “La Repubblica del Cibo” e “Il Cammino di Seiano” lasciano spazio a nuovi appuntamenti che reinterpretano lo spirito originario della manifestazione. Nascono così “Quella Pizza a Vico – Spicchi di Genio”, dedicato al mondo della pizza e dell’arte bianca; “Vico, Amore e Trattoria”, costruito attorno alla cucina popolare e alle radici della tradizione; e “Brothers in Food”, evoluzione del Cammino di Seiano, pensato come momento di confronto e collaborazione tra cuochi.

Resta anche “Una promessa è una promessa”, che mantiene la struttura delle precedenti edizioni ma aggiorna contenuti e protagonisti.

Il momento centrale arriverà il 17 giugno, quando la manifestazione si trasferirà a Sorrento, negli spazi del Bellevue Syrene. Qui si terranno il pranzo “Quell’Abbinamento a Vico”, dedicato al lavoro dei sommelier, e la “Cena delle Stelle”, appuntamento che riunirà alcuni protagonisti della cucina italiana in una delle immagini più riconoscibili della costiera.

Vico Equense rimane il centro simbolico dell’evento, ma questa apertura verso Sorrento racconta la volontà di trasformare Festa a Vico in una piattaforma territoriale

più ampia. Rimane invariata anche la componente benefica: l’intero ricavato continuerà a essere devoluto a progetti solidali, elemento che negli anni ha contribuito a consolidare il profilo pubblico della manifestazione.

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