In Asia è da poco arrivato un nuovo caccia senza pilota. Si tratta del cosiddetto Kizilelma, un velivolo avanzato sviluppato da Baykar, azienda turca ormai protagonista nel settore dei sistemi aerei senza equipaggio. Parliamo di un vero e proprio jolly, di un drone non solo di ricognizione o supporto tattico, ma dotato di capacità da piattaforma da combattimento autonoma. La intesa che coinvolge l’Indonesia apre così scenari inediti in una regione che osserva con crescente attenzione l’equilibrio tra Stati Uniti e Cina.
Il super drone turco arriva in Asia
Secondo quanto riportato dal portale Eurasiantimes, Jakarta avrebbe firmato a margine del salone SAHA 2026 un accordo per l’acquisto di 12 unità del Kizilelma, con opzioni aggiuntive e prospettive di cooperazione industriale, inclusa la possibile produzione locale. Questo deal rafforza di fatto un asse industriale già avviato tra Ankara e Jakarta, che comprende altri sistemi senza pilota e piattaforme navali e terrestri.
L’interesse indonesiano, inoltre, si inserisce in una strategia di modernizzazione delle forze armate e di rafforzamento della deterrenza marittima, in particolare nelle aree sensibili come il Mar Cinese Meridionale e lo spazio attorno alle isole Natuna.
Il Kizilelma, nelle sue caratteristiche tecniche, è presentato come un velivolo a reazione con capacità stealth, dotato di radar AESA, sistemi di guida avanzati e integrazione dell’intelligenza artificiale per operazioni autonome o in squadra con velivoli con equipaggio. Ci troviamo insomma di fronte a una piattaforma capace di missioni aria-aria e aria-superficie, con un raggio operativo pensato per scenari complessi e difesi.
Le preoccupazioni della Cina
Per Pechino, che considera la propria area marittima come spazio vitale, la diffusione di sistemi di questo tipo nella regione contribuisce ad aumentare la densità tecnologica degli attori coinvolti e ad ampliare la competizione nel dominio aereo.
Il Kizilelma, il cui nome richiama l’idea simbolica del “traguardo rosso”, nasce come progetto ambizioso di velivolo da combattimento senza pilota, con struttura a bassa segnatura radar e architettura progettata per operare in ambienti contestati. L’eventuale integrazione con altre piattaforme, comprese quelle di nuova generazione sviluppate dalla stessa industria turca, suggerisce una dottrina orientata al lavoro in rete tra sistemi con e senza pilota.
Per Ankara, inoltre, l’export verso l’Asia rappresenta un rafforzamento del proprio ruolo come fornitore globale di tecnologia militare, mentre per l’Indonesia il suddetto drone è uno strumento di diversificazione delle forniture e
di autonomia strategica. E, in uno scenario segnato dalle tensioni tra Stati Uniti e Cina, e dalle dispute marittime, l’arrivo di un caccia senza pilota avanzato come il Kizilelma può fare la differenza.
Bayraktar #KIZILELMA PT-5
— BAYKAR (@BaykarTech) November 18, 2025
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