Lo storico aereo d’epoca sovietica impiegato dalle forze aeree ucraine come cacciatore di droni, ora può impiegare droni intercettori per abbattere le minacce aeree russe. Si tratta dell'ultima evoluzione da "prima linea" di questa piattaforma anti-drone improvvisata ma decisamente efficace, un velivolo a turboelica che ora combina un carico di droni aviolancibili all’armamento principale rappresentato dalla mitragliatrice a canne rotanti Gatling, con la quali gli operatori a bordo prendono di mira i droni suicidi russi, agendo come i mitraglieri delle vecchie "fortezze volanti” della Seconda guerra mondiale.
L’Antonov An-28, nome in codice NATO “Cash”, è un aereo bimotore a turboelica ad ala alta, classificato come velivolo da trasporto o come aereo di linea per tratte regionali d’epoca sovietica, che è stato modificato per diventare un "cacciatore di Shahed”, i temibili droni suicidi sviluppati dagli iraniani e ora migliorati e fabbricati in massa dai russi. Armato con una mitragliatrice Gatling a sei canne M134 Minigun sul fianco del velivolo, che viene brandeggiata da un operatore/mitragliere, l'An-28 è stato inserito nella lista delle “risorse aeree improvvisate” dell’aeronautica ucraina per abbattere i droni nemici. Dopo lo Yakovlev Yak-52, un addestratore che ricorda molto un aereo della Seconda guerra mondiale e ha esibito diverse vittorie contro i droni russi, lo stoico bimotore ora integra un sistema di lancio per droni intercettori aviolanciati che ne aumentano, e non di poco, le capacità di cacciatore.
Secondo quanto riportato dalle “kill scores” che si aggiungono, una dopo l’altra, sotto l’abitacolo dell’An-28, questa risorsa improvvisata si sta rivelando più efficace degli F-16 e dei Mirage 2000, con oltre 150 abbattimenti confermati. Il successo dell’Antonov An-28 modificato come “cacciatore di droni” e ora capace di lanciare dai suoi pod alari due tipi di droni intercettori di fabbricazione ucraina - gli SkyFall P1-Sun e i Merops AS-3 Surveyor - è l’ennesimo esempio degli sviluppi interessanti che il conflitto ucraino ha mostrato nell’introdurre nuove tecnologie e contromisure improvvisate, uno degli “aspetti più dinamici del conflitto”, se si tiene in considerazione la rivoluzione delle tattiche navali che ha portato, nel secondo dominio, veicoli sottomarini senza equipaggio e imbarcazioni a pilotaggio remoto come i Magura e i Sea Baby armati.
Attualmente l’Ucraina, pioniera nell’impiego massificato di droni in battaglia, in particolare i droni commerciali con visuale in prima persona che sono stati modificati in munizioni circuitanti, è considerata una delle forze più addestrate al mondo nelle tattiche di guerra che prevedono l’impiego di droni e nello sviluppo di contromisure che consentono di fronteggiare i droni avversari. La sua expertise è stata recentemente offerta alle potenze del Golfo per rispondere efficacemente ed economicamente alla minaccia dell’Iran.
I droni sopra citati vengono impiegati come dei “missili aria-aria a basso costo”, perché la questione economica incide particolarmente nella guerra ai droni, che prevede l’impiego di costosi missili intercettori, come quelli impiegati dai sistemi anti-aerei Patriot, che hanno costi proibitivi per abbattere droni a basso costo come gli Shahed.
In questo senso il rapporto costi-benefici è “molto convincente”, secondo le fonti consultate da The War Zone, che sottolinea come un drone intercettore di fabbricazione ucraina possa raggiungere un prezzo unitario compreso tra 3.000 e 5.000 dollari, e abbattere con una certa efficacia un drone Shahed o Geran che ha un prezzo unitario compreso tra i 30.000 e i 50.000 dollari.
Per quanto ne sappiamo, il cacciatore di droni An-28 svolge delle missioni di pattugliamento e una volta intercettato lo sciame di droni nemici può scegliere se affiancarli e aprire il fuoco con la Minigun Gatling, o lanciare uno dei droni intercettori che traccia il bersaglio con i propri sensori. Un aeromobile a turboelica come l’An-28 si è dimostrato un’ottima piattaforma anti-drone dato che, a differenza dei caccia intercettori, può volare per lungo tempo a basse velocità; inoltre, ha dimostrato come l’aviolancio dei droni intercettori ucraini massimizzi le loro prestazioni, conferendo al drone intercettore maggiore altitudine e autonomia.
Non è un caso se altre potenze, come gli Stati Uniti e Israele, dopo aver osservato le dinamiche dei conflitti attivi in Ucraina e Medio Oriente, stiano riscoprendo la necessità di dotarsi di piattaforme a turboelica per pattugliare i cieli e abbattere minacce come i droni d'attacco Shahed-136 e altri droni unidirezionali: fronteggiano dei sistemi d’arma del passato contro i sistemi d’arma del presente, e del futuro.