Leggi il settimanale

Khabarovsk e Poseidon: la nuova architettura della deterrenza subacquea russa

Mosca punta su un nuovo programma per rafforzare le capacità subacquee strategiche e il “secondo colpo”, nel quadro della strategia nucleare in un ambiente oceanico contestato.

Khabarovsk e Poseidon: la nuova architettura della deterrenza subacquea russa
00:00 00:00

La Federazione russa sta portando avanti un programma navale di nuova generazione orientato al rafforzamento della deterrenza nucleare attraverso sistemi subacquei difficilmente intercettabili. In questo quadro s’inserisce il sottomarino Khabarovsk, unità del Progetto 09851, progettata con un ruolo altamente specializzato: l’impiego del sistema Poseidon 2M39, un siluro autonomo a propulsione nucleare concepito per missioni strategiche contro infrastrutture costiere sensibili.

L’impostazione complessiva del programma riflette un’evoluzione della dottrina militare russa verso capacità di secondo colpo basate su piattaforme subacquee autonome, in grado di operare al di fuori delle tradizionali architetture di difesa antimissile.

Cosa sappiamo sull’integrazione dei nuovi elementi progettuali

Dall’analisi dei dati disponibili emerge che il Khabarovsk presenta un’impostazione ibrida, ottenuta dalla combinazione di elementi derivati dalle classi Borei-A e Belgorod. In particolare, la sezione poppiera riprende soluzioni tipiche dei sottomarini strategici a missili balistici, mentre la parte prodiera richiama la configurazione del Belgorod, già adattato per il trasporto dei sistemi Poseidon.

La rimozione delle sezioni centrali originarie dei due progetti ha dato origine a una piattaforma più compatta rispetto ai predecessori, pur mantenendo dimensioni rilevanti. Le stime attuali indicano una lunghezza di circa 135 metri, una larghezza di circa 13,5 metri e un dislocamento intorno alle 10.000 tonnellate.

Sul piano propulsivo, l’unità sarebbe equipaggiata con un reattore nucleare OK-650V abbinato a un sistema pump-jet, soluzione che privilegia la riduzione della rumorosità e l’aumento della furtività operativa. In queste condizioni, la velocità massima stimata si collocherebbe tra 30 e 32 nodi, pari a circa 55–59 km/h.

Sistema d’arma e capacità operative

L’elemento distintivo del progetto è rappresentato dal sistema d’arma. Il Khabarovsk sarebbe infatti in grado di trasportare fino a sei Poseidon, alloggiati in due hangar laterali allagabili. Il rilascio del vettore avverrebbe tramite grandi aperture prodierie assimilabili a tubi lanciasiluri di dimensioni eccezionali. Tra questi compartimenti sarebbe inoltre previsto uno spazio dedicato ad armamento convenzionale pesante, sebbene in misura ridotta rispetto ai sottomarini d’attacco tradizionali.

Poseidon 2M39 e la logica della deterrenza oceanica

Il sistema Poseidon 2M39, identificato dalla NATO come Kanyon, rappresenta un’ulteriore evoluzione dei vettori subacquei autonomi. Si tratta di un mezzo a propulsione nucleare progettato per operare su distanze intercontinentali, con una lunghezza stimata tra 20 e 24 metri e capacità di immersione a profondità elevate.

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la velocità, stimata oltre i 130 km/h, un valore estremamente elevato per un sistema di queste dimensioni. L’autonomia è garantita da un reattore nucleare interno, che consente al veicolo di operare senza vincoli logistici tradizionali lungo traiettorie strategiche predefinite.

Il vettore può essere equipaggiato con testate convenzionali o nucleari. Le valutazioni occidentali indicano una potenza compresa tra 2 e 10 megatoni, con alcune ipotesi che suggeriscono valori superiori. L’impiego operativo è concepito per la neutralizzazione di porti, basi navali e infrastrutture costiere strategiche, con effetti amplificati dalle detonazioni subacquee e dalla possibile contaminazione radioattiva prolungata.

Nel 2025, la Russia ha dichiarato di aver completato un test del sistema che avrebbe dimostrato l’attivazione del reattore nucleare durante la navigazione subacquea, segnando un ulteriore passo avanti nello sviluppo operativo del programma.

Evoluzione della componente navale russa

Nel complesso, il Khabarovsk oggi s’inserisce come elemento chiave nella strategia russa di deterrenza asimmetrica, basata su sistemi subacquei difficili da individuare e intercettare. Il progetto è sviluppato dal Rubin Central Design Bureau e realizzato nei cantieri Sevmash di Severodvinsk, principale polo della cantieristica nucleare di Mosca.

Accanto a questa unità risultano in costruzione ulteriori sottomarini destinati al sistema Poseidon, tra cui il programma Ulyanovsk e una possibile variante evolutiva identificata come Progetto 09853. Parallelamente, resta operativo il Belgorod, derivato dalla classe Oscar II e modificato per l’impiego dei siluri nucleari autonomi.

Sebbene il sistema non abbia ancora modificato in modo sostanziale gli equilibri internazionali, secondo gli analisti potrebbe rappresentare già un

fattore di crescente attenzione per le marine NATO, soprattutto per le implicazioni legate alla guerra subacquea avanzata e alla difficoltà di contrasto di vettori a propulsione nucleare operanti in profondità oceaniche.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica