Politica economica

Fisco, la riforma partirà da Irpef e Iva

Leo al lavoro su riduzione delle aliquote e imposta zero su beni primari

Fisco, la riforma partirà da Irpef e Iva

Riduzione delle aliquote Irpef da quattro a tre, razionalizzazione dell'Iva e delle agevolazioni fiscali, fino al taglio dell'Ires. Nel pentolone della nuova delega fiscale del governo sono tanti i punti su cui si sta lavorando. Il pallino è in mano al viceministro dell'Economia, Maurizio Leo, che nei giorni scorsi a un convegno sui cinquant'anni dall'introduzione dell'Iva organizzato dall'ordine dei commercialisti ha delineato anche la tabella di marcia della riforma: «Stiamo lavorando alacremente per portare entro la prima quindicina di marzo in Consiglio dei ministri un testo della riforma fiscale abbastanza strutturato e articolato».

Tra i punti importanti c'è il tema dell'Irpef, con l'esecutivo Meloni che si è posto l'obiettivo di tagliare il cuneo fiscale di cinque punti entro la fine del mandato. Si andrà per passaggi con l'obiettivo di semplificare il sistema, oltre ad abbassare la pressione fiscale: il primo tornante vedrà probabilmente l'abbassamento delle aliquote da quattro (come stabilito da Draghi) a tre. Il tutto sarà accompagnato da una revisione della giungla delle agevolazioni fiscali, per recuperare risorse e far sentire un beneficio in busta paga a tutti i redditi.

Anche sull'Iva, Leo ritiene che sia necessario un intervento: «Nel settore alimentare, ad esempio, abbiamo il 4% per il pane, il 10% per la carne e il pesce e un 22% per una bottiglia d'acqua minerale, andare a razionalizzare è assolutamente necessario». E ha lanciato l'idea dell'aliquota zero, ossia l'esenzione con diritto alla detrazione per alcuni beni, come «introdotto per i vaccini» contro il Covid-19. Probabile si metta mano anche all'Ires, l'imposta sul reddito delle società, per la quale si prevede una revisione complessiva dell'impianto e un abbassamento dell'aliquota ora al 24 per cento. Nei propositi del governo, inoltre, si vorrebbe attirare investimenti di aziende estere che erano andate a produrre altrove o che sono interessate a sbarcare in Italia, incentivandole con un fisco più chiaro e caratterizzato da una tassazione inferiore.

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