Dalla moda al fine dining la strada è breve, soprattutto se sei Remo Ruffini (in foto) e, oltre a essere il patron di Moncler, dal 2018 hai deciso di puntare sui ristoranti.
Tutto è iniziato con una partecipazione del 40% in Langosteria e del 47,5% della pizzeria Concettina ai tre Santi. Ieri è arrivato un nuovo tassello, che porta Ruffini nell'alta ristorazione Michelin. Ou(r) Group, la holding di famiglia, ha deciso di puntare nel gruppo di ristorazione Da Vittorio, entrando con una quota del 40%. Mentre il restante 60% resterà in capo alla famiglia Cerea, che in sessant'anni di attività ha reso Da Vittorio uno dei simboli più autentici dell'eccellenza italiana a tavola.
"L'operazione - come racconta il comunicato stampa rilanciato dalla società di Ruffini - segna l'incontro tra due famiglie di imprenditori accomunate da una visione di lungo periodo, da una forte identità valoriale e da un approccio che coniuga tradizione, creatività, innovazione e vocazione internazionale".
L'operazione non è però solo finanziaria, ma include un piano di sviluppo in Italia e all'estero. Un percorso che ha l'ambizione di rafforzare ulteriormente il posizionamento di Da Vittorio e che avverrà nel pieno rispetto della sua identità. Pietro Ruffini, il figlio di Remo, ha infatti sottolineato che "L'alleanza con la famiglia Cerea nasce da una profonda sintonia imprenditoriale. Da Vittorio rappresenta una straordinaria storia familiare che ha trasformato la maestria gastronomica italiana in un modello consolidato e affermato internazionalmente".
Così, in questo patto tra chi ha saputo vestire il
mondo, rendendo il piumino di Moncler un capo da avere, e chi ha imparato a nutrire anche i cuori con una cucina che sa di casa, il Made in Italy smette di essere una cosa da imprigionare nei confini, ma da aprire all'estero.