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Meloni cauta su Trump: "Non ci siamo sentiti". E Donald sarà al G7 solo in collegamento

La premier: "Serve rafforzare l’Alleanza Atlantica". Il tycoon snobba il vertice dei Grandi in Francia

Meloni cauta su Trump: "Non ci siamo sentiti". E Donald sarà al G7 solo in collegamento
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di Adalberto Signore

nostro inviato a Nicosia (Cipro)

Un Consiglio europeo all'ombra di Donald Trump. Mentre sull'isola di Cipro i Ventisette si confrontano sulle soluzioni per far fronte alla crisi energetica dovuta alla guerra nel Golfo Persico voluta dall'ex tycoon e da Benjamin Netanyahu, da Washington rimbalza fino a Nicosia la notizia che il Pentagono starebbe valutando «misure» contro gli alleati Nato ritenuti non affidabili nel sostenere il conflitto con l'Iran, compresa l'ipotesi di sospendere la Spagna dall'Alleanza atlantica e di rivedere la posizione americana rispetto alla rivendicazione britannica delle isole Falkland.

Insomma, non è un momento semplice nelle relazioni tra la Casa Bianca e il resto dell'Occidente. Al punto che Trump potrebbe anche disertare il G7 in programma a metà giugno a Evian, in Francia. La sua presenza fisica, si vociferava ieri durante i lavori del Consiglio, sembra essere esclusa e l'ipotesi più probabile è che il presidente americano si limiti a un vide-ocollegamento. Uno schiaffo al G7 e anche al padrone di casa Emmanuel Macron, che aveva pure modificato le date del summit per non impattare sull'ottantesimo compleanno del presidente americano che cade il 14 giugno.

E anche i rapporti tra la Casa Bianca e l'Italia restano tesi. Tanto che pure Giorgia Meloni non

ci gira troppo intorno. In una pausa dei lavori del Consiglio informale di Cipro, infatti, non solo dice di non aver sentito Trump. Ma a chi le chiede se stia facendo qualcosa per ricucire con l'ex tycoon la premier replica che «i nostri rapporti con gli Stati Uniti sono sempre solidi». Ma, aggiunge, «per quanto riguarda i miei rapporti con Trump non c'è niente di particolare che io stia facendo in questo momento». Ad oggi, dunque, non sarebbe in corso nessuna operazione di ricucitura. Anzi, Meloni si schiera al fianco di Pedro Sánchez nella querelle aperta dalle indiscrezioni filtrate dal Pentagono. «Non la vedo positivamente», spiega la premier. Anzi, «credo che bisogna lavorare per rafforzare la Nato e la colonna europea dell'Alleanza che deve essere complementare». E pure sulla decisione di Trump di invitare Vladimir Putin al G20 che si terrà a Miami il 14 e 15 dicembre Meloni non nasconde più di una perplessità. «In questo momento - dice - dovremmo essere noi a chiedere a Putin di fare qualche passo avanti e non noi che dobbiamo farli visto che in questi mesi noi e gli americani abbiamo fatto diversi passi verso la Russia».

Un altro fronte legato a Trump è quello della missione Unifil in Libano (ieri Meloni ha incontrato il presidente della Repubblica libanese Joseph Aoun). Gli Stati Uniti, infatti, frenano sulla proroga della missione, mentre l'Italia (che ha sul campo un contingente di circa 1.300 militari) e la Francia si stanno muovendo per

superare il veto americano dettato da Israele. «Penso che una presenza internazionale al confine con tra Libano e Israele - dice la premier - rimanga fondamentale. Ne stiamo parlando con i nostri partner, bisognerà cercare la cornice legale e ovviamente confrontarsi con il Parlamento». Dal 2027, insomma, partecipare a una spedizione senza l'ombrello dell'Onu è un'eventualità concreta.

Sul tavolo del summit cipriota, ovviamente, anche le ricette per far fronte al caro-energia. Meloni non esita a definire «insufficienti» le misure messe in campo dalla Commissione, chiedendo più flessibilità e in particolare lo scorporo delle spese per far fronte alla crisi dal calcolo del deficit. Una linea sostenuta anche dallo spagnolo Sánchez, che ha insistito sullo scorporo ma anche sulla proroga del Recovery fund. Di tutt'altro avviso il cancelliere tedesco Friedrich Merz, che ieri ha avuto un lungo colloquio con Meloni. Non risolutivo, come ammette la stessa premier.

«Si parte da posizioni distanti, ma anche i tedeschi si rendono conto di quanto la situazione sia difficile e c'è la volontà di venirsi in contro», dice la premier. Siamo, insomma, in una fase ancora interlocutoria. Tanto che ogni decisione è stata rinviata all'Ecofin che si terrà sempre a Cipro il 22 maggio.

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