“Spettava a loro”. Così Frontex fa scaricabarile su Cutro

In audizione al parlamento europeo, il direttore di Frontex rifiuta ogni responsabilità dell'agenzia europea sul naufragio di Cutro

“Spettava a loro”. Così Frontex fa scaricabarile su Cutro

A quasi un mese dalla tragedia di Cutro e con due indagini della magistratura italiana aperte per appurare cosa sia realmente successo tra la notte e l'alba del 26 febbraio, Frontex fa scaricabarile sull'Italia, addossando ogni responsabilità i nostri corpi di intervento in mare. Oggi, il direttore esecutivo della stessa agenzia Ue, Hans Leijtens, si è presentato in audizione al Parlamento europeo, sostenendo che qualunque decisione operativa in quel momento era in capo al nostro Paese, dopo che l'aereo Frontex aveva effettuato la segnalazione.

Secondo Hans Leijtens, infatti, Frontex ha "assolto al compito di segnalazione alle autorità italiane, la decisione se fare intervenire la Guardia di Finanza o istituire un'operazione Sar spettava a loro". Il direttore ha evidenziato che "le immagini" condivise "in tempo reale con il Centro di coordinamento" mostravano "un'imbarcazione che in quel momento non era in pericolo ma che sollevava interrogativi" e "tutto il resto era una decisione che spettava all'Italia". Lo stesso direttore dell'agenzia, quindi, evidenzia come quel caicco, nel momento che è stata effettuata la segnalazione, non fosse in imminente pericolo.

E proprio per questo motivo, visto che, come giustamente sottolineato da Leijtens, c'erano interrogativi, l'Italia ha avviato un controllo di polizia inviando sul posto le motovedette della Guardia di Finanza che, a causa del mare mosso, nonostante i due tentativi, non sono riuscite a raggiungere il caicco. La barca, non era in pericolo e la sua navigazione è proseguita senza incidenti fino a ridosso della costa, dove è stata una secca a causare il naufragio, colpita probabilmente per una errata valutazione del timoniere. Niente che potesse essere previsto dalle forze italiane.

Nel suo intervento, Leijtens ha aggiunto che nel caso vi sia "un qualche segnale" di "pericolo" per "un'imbarcazione", Frontex "lancia il may-day e fa in modo che ognuno sia informato di quello che avviene in mare", deplorando

il ripetersi "su base regolare di incidenti tragici". Un may-day che quel giorno pare non sia stato inviato all'Italia, che ha ricevuto le immagini di un'imbarcazione che non si trovava, pertanto, in pericolo.

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