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Meregalli story: vini e spiriti nel dna da 170 anni

L'anno di celebrazioni per l'anniversario sarà fitto, con una mostra storica in sede a Monza

Meregalli story: vini e spiriti nel dna da 170 anni
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Uno dei mestieri meno celebrati della filiera del beverage è quello del distributore. Se il produttore/distillatore è custode del savoir faire artigiano e il bartender è ormai considerato un artista, le aziende che fanno da anelli di congiunzione sono spesso date per scontate. Eppure, se i clienti trovano le loro bottiglie preferite sugli scaffali e possono scoprire sempre nuove chicche di qualità, il merito è loro. Tra i non molti grandi nomi della distribuzione in Italia, quello di Meregalli (bilancio 2025 chiuso a oltre 100 milioni di fatturato) ha fatto la storia, legandosi a brand mitici del vino come Bollinger, Barons de Rotschild e Sassicaia, e degli spirits, come gli scozzesi di Gordon & MacPhail. L'azienda familiare di Monza, giunta alla quinta generazione, festeggia infatti i 170 anni di attività proprio nel 2026 e lo fa ricordando appunto il valore della distribuzione: "Molti in questo settore ricordano Giuseppe e il figlio Marcello, insieme al socio Corrado Mapelli si presentano come intenditori: noi lavoriamo". Puro stile brianzolo, understatement e passione per la professione. Un approccio che in un mondo in crisi di sovrapproduzione merita di essere recuperato.

L'anno di celebrazioni per l'anniversario sarà fitto, con una mostra storica in sede a Monza, un ricco calendario di eventi nella Tenuta Fertuna in Toscana, masterclass con produttori, enoteche e clienti e la partnership con lo IULM, con l'attivazione di borse di studio e l'apertura dell'azienda agli studenti del master in comunicazione Wine & Food. "Laurà, laurà, laurà", spiega orgoglioso il capostipite Giuseppe. Non c'è altra via per diventare creatori di marchi come Meregalli, che in portafoglio ha contratti solidi che durano da oltre 70 anni e che oggi sa ancora innovare e reinvestire, con partecipazioni in realtà produttive, l'apertura di tre enoteche e una serie infinita di nuovi progetti di espansione per intercettare le nuove generazioni.

Che come spiegato dal professore di Neuroscienze Vincenzo Russo non sono aliene al consumo di alcolici: "L'Istat certifica che il 52% di chi ha fra i 20 e i 24 anni beve vino e il dato è in crescita". Occorre trovare una maniera di avvicinarli al consumo consapevole, interessarli, coinvolgerli. Ed è qui che aziende affidabili e dinamiche come Meregalli possono fare la differenza.

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