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Palermo in piazza per difendere il reddito: ma è un flop

Ecco perché ieri a Palermo dovevano sfilare migliaia di persone per il corteo a favore del Reddito di cittadinanza e invece c'erano poche centinaia di persone. Tutti i numeri della manovra che il centrodestra vuole cambiare

Palermo in piazza per difendere il reddito: ma è un flop

Dovevano essere migliaia a dimostrazione della necessità di intervenire in maniera netta e decisa sul Reddito di cittadinanza, e invece, al corteo di ieri a Palermo per difendere il sussidio c'erano poco più di duecento-trecento persone. Troppo poche, considerando che a Palermo i percettori del Reddito sono circa 60 mila famiglie e in Sicilia quasi 230 mila. Ecco perché il corteo di ieri doveva essere una presa di posizione netta di chi chiede diritti al grido: "Lavoro immediato o il Reddito non si tocca", così come recitava lo striscione che ha aperto il corteo. I manifestanti sono partiti da piazza Marina, per risalire corso Vittorio Emanuele e giungere in piazza Indipendenza, davanti alla sede della presidenza della Regione Siciliana. "È stata una misura apprezzabile, ma certamente oggi occorre rivederla - ha detto l’assessore regionale al Lavoro, Nuccia Albano, che ha voluto incontrare una delegazione dei manifestanti -. L'assessorato del Lavoro - annuncia Albano - si farà carico di indire un tavolo tecnico con le imprese del territorio per verificare quali siano le figure professionali di cui hanno maggior bisogno, così da poter attivare corsi di formazione, di apprendistato per provare a creare le condizioni per dare un lavoro dignitoso alle persone che oggi vivono con il reddito". Insomma bisogna trovare una collocazione agli abili al lavoro. Ecco cosa vuole fare il centrodestra.

La protesta era stata annunciata lo scorso 23 novembre durante la conferenza stampa durante la quale gli organizzatori avevano lamentato la mancanza di solidarietà nei confronti dei percettori del Reddito da parte dell'esecutivo guidato da Giorgia Meloni. E allora perché ieri a Palermo c'erano circa 300 persone e non decine di migliaia provenienti da tutta la Sicilia? Il diritto è di tutti ma il dovere pare appartenga a pochi. Ad organizzare la manifestazione Davide Grasso e Tony Guarino, rispettivamente presidente e vice presidente dell'associazione Basta Volerlo, e Giuseppe De Lisi, presidente dell'associazione Aps Puc-Palermo Help, due delle associazioni di volontariato che hanno tenuto i disoccupati palermitani impegnati in lavori socialmente utili nei quartieri della città. In piazza anche studenti, lavoratori e ovviamente tanti disoccupati. "L'abolizione del reddito costringerà tantissima gente a tornare a lavorare per pochi euro, senza garanzie e senza contratto. Se ci tolgono il reddito vogliamo lavoro vero e non lavoro nero", commenta Guarino."Togliere il reddito è un grave attacco alla Sicilia, dove i percettori sono tanti e lavoro dignitoso non ce n'è. In un anno di certo non troveranno lavoro per tutti i percettori", prosegue Grasso.

Secondo i dati dell’Agenzia nazionale politiche attive del lavoro, il 72% dei beneficiari del Rdc non ha occupazione, ma è tenuto alla sottoscrizione del Patto per il lavoro. Solo il 9% risulta esonerato, escluso o rinviato ai servizi sociali. Se la riforma andrà in porto, oltre 650mila persone potrebbero perdere il sussidio. In Sicilia, da gennaio a ottobre 2022, secondo i dati Inps, ci sono stati 228.152 percettori del Rdc, il 17,7% del totale nazionale. Sul bilancio dello Stato, per la sola Sicilia, la misura incide mediamente per un miliardo di euro annui. Il dettaglio regionale indica come influisce nel mercato del lavoro il Reddito e in particolare per Sicilia e Campania che da sole assommano la metà circa di tutti i beneficiari RdC in Italia. Quasi i tre quarti dei beneficiari RdC sono residenti in una regione del Mezzogiorno (il 74,4%) con Sicilia e Campania che, da sole, ne ospitano il 51,2%. Nelle regioni del Sud e delle Isole, Sicilia e Sardegna, il peso percentuale dei lontani dal mercato del lavoro è sempre al di sopra della media nazionale e arriva a interessare il 63% di tutti i Beneficiari RdC del Mezzogiorno. Ecco perché ieri a Palermo dovevano esserci in piazza almeno decine di migliaia di persone, perché se è vero che il Reddito è un aiuto, chi quello aiuto lo riceve lo deve provare a difendere. "Vogliamo che vengano potenziati i centri per l'impiego - conclude Grasso - che tutto passi da lì, che tutte le offerte di lavoro e che tutte le assunzioni passino da una lista di disoccupati che sia visibile a tutti, così da essere il più trasparente possibile. Serve un piano di sviluppo per la Sicilia per creare occupazione, altrimenti il Reddito non si tocca".

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