L’esercito ucraino sta riconquistando terreno approfittando delle difficoltà di comunicazione che pesano sulle truppe russe e, secondo gli analisti, starebbe avanzando e consolidando posizioni “più velocemente” di quanto sia mai stato registrato negli ultimi tre anni. Settantotto miglia quadrate in cinque giorni: sono questi i numeri dell’avanzata, basati sui dati forniti dall'Institute for the Study of War, e si ritiene si tratti della “maggiore porzione di territorio riconquistata da Kiev” in un arco di tempo così ridotto, almeno dalla controffensiva lanciata nelle regioni di Donetsk e Zaporizhzhia nell’estate del 2023.
Gli ultimi progressi sul campo di battaglia sarebbero stati concessi dai problemi di comunicazione che stanno mettendo in seria difficoltà l’esercito russo, che non ha più accesso ai terminali internet satellitari Starlink a causa di una mossa “strategica” del Ministero della Difesa ucraino, che ha convinto Elon Musk a disconnettere i soldati di Mosca.
Stando a quanto riporta l’Institute for the Study of War, quasi il 90% delle unità russe avrebbe “perso la connettività dopo che la rete è stata limitata ai terminali verificati e inseriti nella whitelist”, controllati dagli ucraini. Ciò avrebbe inibito anche i droni russi, parte essenziale della strategia offensiva di Mosca, che ora non possono più utilizzare Starlink per aggirare i sistemi di disturbo elettronico e colpire con successo i loro obiettivi, e adesso possono sfruttare solo l’escamotage delle tessere Sim card per opporsi alla guerra elettronica condotta dalle divisioni di Kiev.
“Questi contrattacchi ucraini stanno probabilmente sfruttando il recente blocco dell'accesso delle forze russe a Starlink che, secondo i blogger russi, sta causando problemi di comunicazione e di comando e controllo sul campo di battaglia”, spiegano gli analisti del think tank che ha sede a Washington e si stanno concentrando nel settore a est di Zaporizhzhia, nell'Ucraina sudorientale. Un settore dove i russi continuano ad avanzare gradualmente da oltre un anno.
Il “taglio delle linee di comunicazione” concesso dal padrone di Starlink ha permesso alle truppe di terra ucraine di avanzare nella “zona grigia” senza cadere preda dei droni, portando a Kiev un’avanzata lampo simile a quella che i russi riuscirono a portare a termine nel settore di Pokrovsk lo scorso novembre, quando la nebbia riuscì a proteggere il convoglio russo dai droni ucraini che non potevano trovare i loro obiettivi, lasciando avanzare velocemente ogni tipo di veicolo.
La rapida avanzata nella zona grigia “non può essere considerata un segnale che Kiev abbia preso il sopravvento sul campo di battaglia”, spiegano gli analisti del gruppo di intelligence indipendente open source DeepState, ma è comunque segno che le forze ucraine possono ottenere ancora dei vantaggi sul campo, se supportate a livello logistico. Secondo l’analista militare francese C. Molin, ciò che si è appena verificato nella zona grigia sarebbe inoltre la dimostrazione che alcune delle “posizioni avanzate russe non sono consolidate” e consente agli ucraini di avanzare e riconquistare terreno.
In attesa dei nuovi negoziati mediati dagli Stati Uniti, ogni piccolo successo militare può essere indicativo e influenzare la posizione del Cremlino, dal quale Vladimir Putin continua a
dichiarare con fermezza che la guerra non cesserà a meno che l'Ucraina non acconsenta a cedere la parte della regione orientale di Donetsk: oltre 5.000 chilometri quadrati di territorio fortificato controllato dalle truppe di Kiev.