Nel bel mezzo della guerra tra gli Stati Uniti e l'Iran, c'è da segnalare un'interessante mossa strategica da parte della Cina. Una mossa che ha portato alla luce uno degli asset più importanti degli Stati Uniti: l'F-22 Raptor. Pochi giorni fa, 11 di questi aerei da combattimento di quinta generazione sono stati schierati in Israele, un'azione senza precedenti da parte di Washington che ha destato grande preoccupazione in Medio Oriente. L'F-22 è infatti uno dei velivoli più avanzati e segreti degli Usa, mai esportato né a paesi alleati come il Regno Unito o Israele, e mai inviato in missione in Israele. Nonostante la loro rilevanza, meno di 24 ore dopo il loro arrivo, la Cina ha rivelato pubblicamente immagini satellitari dettagliate che mostravano questi aerei da guerra sull'aeroporto di Ovda, nel deserto del Negev, svelando al mondo la posizione e la composizione di questa potente flotta.
Chinese high-resolution satellite images show the U.S. military continuing C-17 transport flights into Ovda Air Base, while seven F-22s are parked on the apron and four more were spotted on the runway.
— Clash Report (@clashreport) February 27, 2026
Source: MizarVision pic.twitter.com/eZcsPmCxne
Gli F-22 Usa nel mirino dell'intelligence cinese
Cosa è successo? Secondo quanto riportato dal portale Eurasiantimes, la Cina non si limita più a osservare passivamente le dinamiche geopolitiche in Medio Oriente. Con una giocata che ha suscitato grandi interrogativi, Pechino ha scelto di sfruttare la propria rete di satelliti per monitorare in tempo reale i movimenti delle forze armate statunitensi nella regione, dando così a Teheran un vantaggio strategico.
Le immagini pubblicate da MizarVision mostrano non solo gli F-22, ma anche altre risorse militari americane, tra cui aerei cisterna, aerei radar AWACS e la portaerei USS Gerald R. Ford. Questa azione è parte di una strategia più ampia della Cina, che mira a offrire supporto non cinetico all'Iran, proprio come fece con il Pakistan durante il conflitto indiano-pakistano del 2025.
In altre parole, la Cina sta aiutando Teheran a monitorare i movimenti americani attraverso la condivisione di dati satellitari, permettendo così all'Iran di rafforzare le proprie capacità difensive e offensive senza impegnarsi direttamente in combattimenti.
La lunga partita della Cina
Attenzione però, perché dietro a queste operazioni di supporto non cinetico si cela una strategia più complessa. La Cina starebbe infatti utilizzando il conflitto tra gli Stati Uniti e l'Iran come una sorta di diversivo, con l'obiettivo di indebolire le risorse militari americane per un conflitto più grande: il dossier Taiwan.
Ogni missile lanciato contro l'Iran, ogni risorsa investita nella regione, è una risorsa che non potrà essere utilizzata in Asia Orientale, dove la Cina continua a prepararsi per una possibile escalation.
La strategia cinese si fonda del resto su una guerra ibrida che combina intelligenza, disinformazione e supporto logistico, senza mai entrare direttamente in conflitto. Così facendo, la Cina riesce a ridurre il potenziale militare degli Stati Uniti nella regione, con un occhio sempre più attento verso il suo vero obiettivo: Taiwan.