A Teheran ma anche in altre zone dell'Iran c'è chi festeggia per l'uccisione dell'ayatollah Khamenei, ma c'è anche chi piange e chiede vendetta. I dimostranti, esibendo i ritratti della Guida Suprema, hanno chiesto alle forze armate di "vendicare" la sua morte, scandendo slogan come "morte all'America!" e "morte a Israele!", come mostrato in un video diffuso dall'agenzia di stampa Tasnim.
La rabbia contro i nemici dell'IRan del resto viene pompata da ciò che resta del regime. Il governo iraniano ha promesso che l'uccisione di Khamenei è un “grave crimine che non resterà impunito”. Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Qalibaf, in un discorso in tv ha detto: "Avete superato il nostro limite e dovrete pagare il prezzo”, ha dichiarato “vi infliggeremo colpi così devastanti che sarete costretti a implorare pietà"
Sempre durante una diretta tv un conduttore è scoppiato in lacrime mentre parlava della morte della guida spirituale. "Dio è grande. Dio è grande.
Con profondo dolore, annunciamo alla nazione iraniana che il Grande Ayatollah Ali Khamenei, Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, è stato martirizzato oggi in un attacco criminale congiunto degli Stati Uniti e del regime sionista". Pronunciate queste parole ha iniziato a piangere.
Le autorità del Paese hanno già annunciato 40 giorni di lutto per la morte del leader, ucciso insieme alla figlia, al genero e al nipote.