Teheran minaccia ancora: "Pronti a usare un'arma mai utilizzata prima"

Sale la tensione in attesa della rappresaglia israeliana. Teheran lascia trapelare la minaccia dell'atomica

Teheran minaccia ancora: "Pronti a usare un'arma mai utilizzata prima"
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Nella spasmodica attesa della risposta di Israele all'attacco di sabato notte, gli avvertimenti di Teheran non sono tardati ad arrivare: "Siamo pronti a usare un'arma che non abbiamo mai utilizzato", facendo evidente riferimento all'arma (o alle armi) atomiche.

L'ombra della minaccia nucleare

Lo ha detto Abolfazl Amouei, portavoce del Comitato di Sicurezza Nazionale del parlamento iraniano, in merito alla risposta a un eventuale attacco di Israele contro Teheran. Lo riferisce Iran International. Amouei ha inoltre esortato Israele ad "agire con saggezza". Il viceministro degli Esteri iraniano Ali Bagheri Kani sottolinea, invece, che a qualsiasi attacco israeliano ci sarebbe una risposta in "meno di qualche secondo". Un funzionario iraniano ha affermato che il suo Paese potrebbe rispondere entro pochi "secondi" se Israele cercasse di vendicarsi per l'attacco lanciato da Teheran nel fine settimana. Il vice ministro degli Esteri iraniano, Ali Bagheri Kani, dichiara che Israele dovrà affrontare una "risposta risoluta e dura" se intraprenderà ulteriori azioni contro l'Iran. Bagheri Kani ha spiegato che, a differenza della risposta dell'Iran al presunto attacco israeliano a un edificio vicino al consolato iraniano a Damasco, "non ci sarà più un intervallo di 12 o 13 giorni tra la mossa del regime sionista e la potente risposta dell'Iran. I sionisti ora devono fare i conti in secondi, non in ore".

Israele chiama gli alleati

Da Tel Aviv, il ministro israeliano degli Esteri, Israel Katz, cerca di chiamare a raccolta gli alleati fuori e dentro il Medio Oriente. Ha, infatti, esortato 32 Paesi a imporre sanzioni all'Iran in relazione al suo programma missilistico e a designare il Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica come organizzazione terroristica. Lo ha riferito lo stesso Katz in un post su X, non precisando a quali paesi si sia rivolto nello specifico. Il ministro ha spiegato di star "conducendo un attacco politico" contro Teheran. Sanzionare il programma missilistico e dichiarare i pasdaran un gruppo terroristico contribuirà a "contenere e indebolire l'Iran", ha affermato Katz, aggiungendo che la Repubblica islamica "deve essere fermata ora, prima che sia troppo tardi".

Per Washington la risposta sarà limitata

A tentare di raffreddare gli animi esacerbati, Washington. Oltre le reprimenda del presidente Joe Biden, dagli Usa giungono nuovi inviti alla de-escalation: Sarà "ristretta e limitata" la risposta militare di Israele al lancio di droni e missili dall'Iran, ma colpirà l'interno del territorio iraniano. Lo hanno dichiarato un funzionario autorevole dell'Amministrazione Usa e una fonte dell'intelligence americana alla Cnn, sottolineando che Israele ritiene di dover rispondere a quello che è un attacco senza precedenti. In ogni caso, Israele non ha comunicato agli Stati Uniti ufficialmente quali potrebbero essere i suoi piani e quando potrebbe attaccare, ha detto l'alto funzionario dell'Amministrazione Usa citato dall'emittente.

"Speriamo che ci diano qualche avvertimento in modo da essere pronti a proteggere il nostro personale, non solo militare, ma diplomatico in tutta la regione", ha detto il funzionario citato a condizione di anonimato. "Non c'è alcuna garanzia che ci daranno un avvertimento e sanno che quando lo faranno probabilmente esprimeremo nuovamente la nostra obiezione", ha aggiunto.

Ma se Israele non rispondesse, ha aggiunto il funzionario, gli Stati Uniti sono "fiduciosi che ci sarà una riduzione della tensione" e la situazione tornerebbe allo status quo. "Ma ogni ulteriore mossa ora apre una serie di altre possibilità, alcune delle quali sono piuttosto spaventose", ha aggiunto l'alto funzionario.

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