Più Maga di così. In molti ironizzavano sull’acronimo stampato su magliette e cappellini di Donald Trump e sodali: Make America Great Again. E, invece, il presidente faceva sul serio. L’attacco al Venezuela e la conseguente cattura di Nicolas Maduro sono, con ogni evidenza, un punto nel piano di Trump contro quello che una volta veniva definito l’asse del male. Vedi le insurrezioni che stanno scuotendo l’Iran. Ma, soprattutto, è il ritorno dell’attivismo degli Stati Uniti - e dunque dell’Occidente - sul grande scenario mondiale, dopo i primi colpi al regime islamico e i bombardamenti in Nigeria.
Alla faccia di chi pensava che quella di Trump sarebbe stata una presidenza isolazionista. A dimostrazione del fatto che gli Stati Uniti sono sempre il più grande incubatore di ciò che avviene nel mondo, capaci di incarnare per primi i problemi che avverranno e contestualmente creare gli anticorpi per suturare le cicatrici. Il moto d’orgoglio dell’Occidente contro una delle ultime dittature marxiste parte infatti dalla stessa America nella quale pochi giorni fa il primo cittadino di New York giurava sul Corano, con un plastico gesto di sottomissione.
Nota a margine: coloro i quali in questi mesi si sono lamentati di un presidente egoista ed ombelicale che abbandonava l’Europa e il mondo a se stessi, sono i medesimi che per anni si sono stracciati le vesti contro gli Usa imperialisti e world cop e che - piccolo spoiler - torneranno a farlo, con un anti americanismo di ritorno che, travestito da pacifismo, potrebbe saldarsi ai movimenti pro Pal. E, anche in Italia, i tanti amici di Maduro, a sinistra e nel mondo antagonista, stanno già scaldando i motori. Da pro Pal a pro Maduro il passo è breve. Sempre dalla parte sbagliata della storia.