Gli Stati Uniti garantiranno un sostegno alla forza multinazionale prevista in Ucraina in caso di un nuovo attacco della Russia, secondo quanto emerge dalla riunione dei Volenterosi svoltasi a Parigi. "Una giornata storica per l'Ucraina e l'Europa", ha scritto in un post su X il presidente della Francia Emmanuel Macron.
Le dichiarazioni di Macron e Starmer
"Oggi abbiamo compiuto notevoli progressi, come si evince dalla Dichiarazione di Parigi, fornendo solide garanzie per una pace duratura. Questa dichiarazione della coalizione dei volenterosi, per la prima volta, riconosce la convergenza operativa tra i 35 paesi che compongono la coalizione, l'Ucraina e gli Stati Uniti d'America. Stiamo parlando di solide garanzie di sicurezza", ha detto il presidente francese in conferenza stampa al termine della riunione. Macron ha aggiunto che saranno "migliaia" i soldati francesi che potrebbero essere dispiegati per mantenere la pace in Ucraina. Non sono forze che si impegnano in combattimento - ha precisato - ma di una "forza di riassicurazione".
"Siamo più vicini che mai alla pace ma il lavoro più difficile deve ancora arrivare e siamo qui per continuare questo sforzo. Il nostro incontro è stato molto produttivo perchè abbiamo fatto dei progressi eccellenti", ha affermato anche il primo ministro britannico Keir Starmer.
Il ruolo degli Usa
Il testo fa riferimento a un appoggio politico, logistico e militare da parte di Washington. L’obiettivo è rendere più credibile la deterrenza contro eventuali nuove offensive russe. La forza multinazionale avrebbe anche un ruolo di stabilizzazione e monitoraggio, sebbene gli Stati Uniti non prevedono un dispiegamento diretto di truppe sul terreno. Il sostegno americano, infatti, verrebbe attivato solo in caso di violazione grave degli impegni di sicurezza. L'esercito americano guiderà il monitoraggio ad alta tecnologia di qualsiasi linea di cessate-il-fuoco in Ucraina per stabilire la colpa di possibili violazioni dei piani negoziati da Kiev e dai suoi alleati occidentali.
“Ritengo che la maggior parte, se non tutte, le questioni ancora aperte siano state risolte. Quella di oggi è stata una tappa estremamente importante”, ha dichiarato Jared Kushner, genero di Donald Trump, al termine della conferenza stampa conclusiva della riunione, alla quale ha partecipato insieme all’inviato statunitense Steve Witkoff. Kushner ha sottolineato che, per arrivare a un accordo di pace definitivo, l’Ucraina deve avere la certezza di essere al sicuro dopo la firma dell’intesa, potendo contare su una solida deterrenza e su meccanismi di protezione concreti, in grado di evitare il ripetersi di nuove aggressioni.
Un pacchetto di garanzie: il plauso di Zelensky
I partner occidentali lavorano, dunque, a un pacchetto articolato di garanzie di sicurezza per l’Ucraina, che potrebbe includere impegni militari vincolanti e, nel dopoguerra, anche una presenza statunitense sul terreno. Restano tuttavia aperti interrogativi sul ruolo operativo e sul possibile dislocamento delle truppe americane, mentre i Paesi europei valutano il dispiegamento di una forza multinazionale di “rassicurazione”, con l’esercito ucraino in prima linea nella difesa.
Al centro del vertice anche il rafforzamento immediato delle capacità difensive ucraine. In un messaggio diffuso sui social, il presidente Volodymyr Zelensky ha sottolineato che diplomazia e assistenza militare devono procedere di pari passo, ribadendo la necessità di potenziare la difesa aerea per proteggere popolazione e infrastrutture critiche. Ogni consegna di missili, ha affermato, "contribuisce a salvare vite umane e a creare condizioni più favorevoli per il successo diplomatico". Zelensky ha inoltre riferito di aver discusso questi temi in un incontro con il presidente francese alla vigilia del vertice. Il colloquio, ha spiegato, si è concentrato sulle capacità reali dell’Ucraina di contrastare gli attacchi russi, sul sostegno internazionale e sulle iniziative diplomatiche in corso.
Nessun dispiegamento italiano per Meloni. Sánchez apre alla partecipazione di militari spagnoli
"Nel confermare il sostegno dell'Italia alla sicurezza dell'Ucraina, in coerenza con quanto sempre fatto" al vertice dei Volenterosi di Parigi, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni "ha ribadito alcuni punti fermi della posizione del Governo italiano sul tema delle garanzie, in particolare l'esclusione dell'impiego di truppe italiane sul terreno". Questo si legge in una nota di Palazzo Chigi in cui si sottolinea che "la volontarietà della partecipazione delle Nazioni della Coalizione alla Forza multinazionale e il rispetto delle procedure costituzionali per le decisioni a sostegno dell'Ucraina in caso di futuro attacco, richiamati nella dichiarazione adottata, riflettono principi più volte ribaditi dall'Italia". Il vertice, secondo Meloni, è stato "costruttivo e concreto" e "ha permesso di confermare un alto livello di convergenza tra Ucraina, Stati Uniti, Europa e altri partner, è stato dedicato all'affinamento delle garanzie di sicurezza ispirate all'articolo 5 dell'Alleanza Atlantica, come da tempo suggerito dall'Italia".
Pedro Sánchez, intanto, ha aperto alla possibile partecipazione di militari spagnoli nell'ambito di un'ipotetica missione di mantenimento della pace in Ucraina. Un contributo che, a suo avviso, dovrebbe essere sia in termini di ricostruzione che di supporto militare. Circa l'impiego di militari spagnoli a una missione di pace in Ucraina, ha aggiunto: "Se lo abbiamo fatto in altre parti del mondo, perché non dovremmo farlo in Europa?".
Le altre idee dei Volonterosi
"La Coalizione dei Volenterosi si riunisce oggi a Parigi. Il nostro obiettivo è chiaro: fornire solide garanzie di sicurezza all'Ucraina", scrive la Commissione Ue Ursula von der Leyen. "Con forze armate ucraine forti in grado di scoraggiare futuri attacchi, una forza multinazionale di deterrenza e impegni vincolanti a sostenere l'Ucraina in caso di un futuro attacco da parte della Russia", ha aggiunto, "l'adesione dell'Ucraina all'Ue sarà sia una garanzia di sicurezza fondamentale di per sé, sia un pilastro centrale della nostra offerta di prosperità trasformativa".
È stata inoltre concordata l’istituzione di una Commissione speciale incaricata di affrontare eventuali violazioni del cessate il fuoco, attribuire le responsabilità e definire le misure correttive. Il documento finale prevede anche il proseguimento dell’assistenza militare e degli aiuti a lungo termine alle forze armate ucraine, considerate la principale linea di difesa e deterrenza del Paese.
Il sostegno comprenderà pacchetti di difesa pluriennali, finanziamenti per l’acquisto di armi, cooperazione sul bilancio nazionale ucraino, accesso a depositi di difesa per interventi rapidi e supporto tecnico nella costruzione di fortificazioni. Dopo un eventuale cessate il fuoco, inoltre, Regno Unito e Francia istituiranno hub militari in Ucraina per sostenere le esigenze di difesa di Kiev.