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Innovazione e finanza: la Lombardia paradiso delle imprese estere

Qui un terzo di quelle che puntano sull'Itali. "Vantaggi per la competitività del territorio"

Innovazione e finanza: la Lombardia paradiso delle imprese estere
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La Lombardia si conferma la principale destinazione delle imprese a controllo straniero in Italia. Con numeri imponenti. È questo il principale risultato del rapporto sulle "Multinazionali estere in Lombardia" elaborato da Confindustria (Osservatorio imprese estere), Confindustria Lombardia e Assolombarda da cui risulta che le oltre 20mila unità locali presenti in regione, generano il 37,9 per cento del valore aggiunto realizzato nel Paese da questo tipo di impresa e un quarto del valore aggiunto complessivo regionale. E, in aggiunta, che il 30,1 per cento dei ricercatori attivi in Lombardia è impiegato presso sedi di aziende estere.

Una ricerca illustrata nella sede di Assolombarda al convegno "L'impresa che innova. L'impatto delle multinazionale estere sull'economia lombarda" aperto dalle relazioni della vice presidente per l'Export e l'Attrazione degli investimenti di Confindustria Barbara Cimmino e dal presidente di Confindustria Lombardia Giuseppe Pasini. Una fotografia fondamentale non solo per il peso specifico della regione nella geografia economica (il 23 per cento del Pil nazionale, il 21,4 degli addetti, il 26,4 del valore aggiunto e il 26,7 di fatturato generato dalle imprese), ma perché scattata in un territorio in cui la presenza delle multinazionali estere si lega alla capacità competitiva, all'innovazione e allo sviluppo, in stretta sinergia con gli attori locali dell'ecosistema produttivo e della conoscenza. Tutti dati introdotti da Giuseppe Notarnicola, special advisor Assolombarda Centro studi e Attrazione investimenti esteri e illustrati da Matteo Laffi professional Centro studi Assolombarda con Armando Rungi, professore di Economia alla Scuola Imt Alti studi Lucca.

Per Cimmino, la Lombardia dispone di "tutte le carte per rafforzare il ruolo di primo polo dell'internazionalizzazione". Tuttavia "diventa essenziale consolidare il coordinamento tra le tre dimensioni entro le quali si opera: quella europea, nazionale e territoriale". Nelle parole del presidente Pasini, la certezza che "nonostante la leadership nazionale, sono ampi i margini di crescita rispetto alle principali regioni tedesche". Ad esempio "va colmato il gap relativo al minore orientamento alle frontiere tecnologiche più avanzate". Per Notarnicola "il quadrilatero di Assolombarda, con fulcro Milano, ospita quasi 14mila unità locali di imprese estere che generano ben l'80 per cento del valore aggiunto delle multinazionali estere in Lombardia e il 30 per cento del totale nazionale. Per questo - conclude - Assolombarda ha scelto di dedicare un progetto strategico specifico alle multinazionali straniere, perché la competitività è partita che va giocata insieme".

Alla tavola rotonda "Imprese estere, motori di innovazione" hanno partecipato Roberto Baldan, head of operations Zeiss Vision care, Giorgio Gobbi direttore della sede di Milano della Banca d'Italia, Marco Travaglia presidente e ad Nestlè italiana e Gianmario Verona presidente del consiglio di sorveglianza Fondazione Human Technopole che ha illustrato una delle sfide più interessanti e futuribili non solo della città.

Conclusioni affidate all'assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia Guido Guidesi dopo che Pasini aveva ricordato che "gli strumenti a disposizione per valorizzare chi sceglie di investire qui sono molteplici e l'introduzione delle Zone di innovazione e sviluppo per creare poli tecnologici d'eccellenza con partenariati pubblico-privati per lo sviluppo di infrastrutture, ricerca e trasferimento tecnologico sul territorio, fornirà un'ulteriore spinta attrattiva e competitiva alla Lombardia".

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