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Come il diabete di tipo 2 danneggia silenziosamente i vasi sanguigni

Più una diagnosi di diabete di tipo 2 è di lungo termine, più aumenta il rischio di ictus e infarto. I globuli rossi potrebbero a breve essere impiegati come biomarcatori predittivi degli eventi cardiovascolari e delle relative complicanze

Come il diabete di tipo 2 danneggia silenziosamente i vasi sanguigni
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Le persone affette da diabete di tipo 2 hanno un rischio maggiore di incorrere in eventi quali ictus e infarto e tale possibilità aumenta con il passare degli anni della malattia. In passato è stato dimostrato che i globuli rossi, in presenza di iperglicemia, sono in grado di influenzare il funzionamento dei vasi sanguigni.

I ricercatori dell'Istituto Karolinska aggiungono ora una nuova intuizione con uno studio pubblicato su "Diabetes". Essi, infatti, hanno mostrato che la durata del diabete influisce fortemente sul momento in cui iniziano questi cambiamenti nelle cellule del sangue e su come si sviluppano.

Una patologia sempre più diffusa

Solo in Italia quasi quattro milioni di individui soffrono di diabete di tipo 2. A questi si aggiungono 1,5 milioni di casi non diagnosticati. La malattia metabolica caratterizzata da iperglicemia, ovvero un eccesso di zuccheri nel sangue, si distingue per due aspetti peculiari: il deficit di secrezione di insulina e l'insulino-resistenza.

Le cause

Quasi sempre l'iperglicemia è la conseguenza di abitudini alimentari e stili di vita errati. Possono essere dunque considerati fattori di rischio importanti: l'obesità, l'eccesso di colesterolo LDL, un numero elevato di trigliceridi, l'età avanzata. Ancora la sedentarietà, la sindrome dell'ovaio policistico e l'iperglicemia gestazionale.

I sintomi

La sintomatologia non esordisce in maniera repentina. Spesso possono trascorrere anni dalla prima manifestazione. I sintomi più comuni includono:

  • Poliuria (produzione di grandi quantità di urina)

  • Polifagia (aumento della sensazione di fame)

  • Polidipsia (sete eccessiva)

  • Tendenza a sviluppare infezioni

  • Lenta guarigione delle ferite

  • Visione offuscata

  • Cefalea

  • Astenia

Lo studio

Lo studio, guidato da Zhichao Zhou, professore associato presso il Dipartimento di medicina di Solna presso l'Istituto Karolinska, ha utilizzato sia modelli animali che soggetti con diabete di tipo 2.

Dalle analisi è emerso che i globuli rossi prelevati dai topi e dai malati da lungo tempo avevano compromesso la normale funzione dei vasi sanguigni. Al contrario, i globuli rossi dei partecipanti con diagnosi recenti non avevano avuto nessun impatto dannoso.

Tuttavia, dopo sette anni di controllo, quegli stessi pazienti hanno sviluppato globuli rossi con proprietà dannose simili. Quando il team ha ripristinato i livelli di microRNA-210 nei globuli rossi la funzione dei vasi sanguigni è migliorata.

Un possibile segnale di allarme precoce

A colpire gli scienziati non è solo la diagnosi del diabete di tipo 2, ma anche da quanto tempo esso è presente.

Secondo Zhichao Zhou il microRNA-210 potrebbe essere utilizzato come biomarcatore per aiutare a rilevare il rischio di complicazioni cardiovascolari in fase precoce. Sono ora necessari ulteriori approfondimenti.

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