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25 Aprile, a Torino si bruciano le bandiere di Ue e Nato. Slogan contro Meloni, issata la bandiera della Palestina

Il corteo ha visto la presenza di rappresentanze istituzionali e antagoniste: non ci sono stati scontri. Attesa per le manifestazioni di Roma e Milano

25 Aprile, a Torino si bruciano le bandiere di Ue e Nato. Slogan contro Meloni, issata la bandiera della Palestina
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A Torino i cortei per il 25 aprile sono iniziati con un giorno in anticipo con la fiaccolata istituzionale, che si è conclusa in Piazza Castello. In testa al corteo, come sempre, l’Anpi, poi le rappresentanze istituzionali con il sindaco Stefano Lo Russo e man mano tutti gli altri esponenti di Comune e Regione Piemonte. A seguire i sindacati, lo striscione dei “Partigiani della Pace” in cui confluiscono Fiom, Fronte della Gioventù Comunista e Cat Coordinamento Antifascista Torino, seguito dallo striscione di Sinistra Anticapitalista. A chiusura del corteo lo spezzone sociale “Torino Partigiana” aperto dallo striscione “Askatasuna vuol dire libertà. Torino è partigiana. Contro genocidio, guerra e attacchi agli spazi sociali” che raggruppa collettivi studenteschi, movimenti, il coordinamento Torino per Gaza, esponenti di Askatasuna e attivisti No Tav.

Già durante il corteo, alcuni manifestanti che sfilavano davanti allo striscione dei Partigiani della Pace hanno bruciato le bandiere dell’Europa e della Nato, mentre alle loro spalle sventolava il Tricolore con la stella rossa, simbolo delle truppe titine. Il tutto mentre venivano scanditi slogan contro il governo Meloni e contro la guerra. La scena si è poi ripetuta sul palco dove, al termine degli interventi istituzionali, sono saliti gli esponenti sociali e sindacali e, ancora una volta, si è assistito all’incendio delle bandiere. Inoltre, un gruppo di manifestanti che ha sfilato in corteo, una volta giunto in Piazza Castello, ha sfruttato le impalcature di Palazzo Madama, che ospita il Museo civico d'arte antica, per srotolare una bandiera della Palestina di grandi dimensioni, accesso numerose torce rosse da segnalazione, e sventolato la bandiera di Autonomia Contropotere, area politica di riferimento del centro sociale Askatasuna sgomberato il 18 dicembre scorso.

Oggi sono previsti altri cortei in tutta Italia e quelli su cui si concentra maggiormente l'attenzioene sono, ancora una volta, quelli di Roma e Milano. Nel capoluogo lombardo, dove storicamente si tiene una delle manifestazioni più partecipate, ci sono state forti tensioni tra i partecipanti perché, se da un lato ci sono i soliti organizzatori ed esponenti di Anpi e Pd che da decenni hanno messo la bandierina sul corteo, escludendo chiunque altro non fosse da loro approvato, dall’altra ci sono le frange antagoniste che, dopo essere state incluse, ora pretendono di dettare legge.

In particolare vogliono prendersi la testa del corteo con le rappresentanze palestinesi ed escludere la Brigata e la Comunità ebraica. I secondi, per altro, hanno annunciato da tempo che non sarebbero stati in piazza per rispetto dello shabbat. Per questo motivo, dopo il corteo, ci saranno diverse piazze a Milano.

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