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Gli antagonisti preparano un 25 Aprile di "intifada"

Il tam tam di centri sociali in vista delle manifestazioni. Il pretesto è la "Palestina"

25 aprile 2025 a Milano
25 aprile 2025 a Milano
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I kalashnikov, i sassi scagliati da barricate stile Intifada, le kefiah a coprire il volto e poi le bandiere del regime iraniano degli ayatollah.

Altro che pace. Eccolo, il 25 aprile della sinistra estremista. La ricorrenza è stata ridotta a pretesto, e l'iconografia che va per la maggiore preannuncia una giornata di odio e potenziale violenza. L'alibi è la "Palestina", sbandierata come mito ideologico. I centri sociali sono mobilitati nelle maggiori città. Ma non solo. A Melfi, un sit-in è stato convocato per un detenuto palestinese, Anan Yaeesh, condannato per terrorismo. L'approccio antagonista tradisce lo spirito vero della festa, quello che il presidente Sergio Mattarella ha voluto evocare ieri, incontrando al Quirinale le associazioni combattentistiche e d'arma, e parlando della Liberazione come "momento di riflessione collettiva e di coesione nazionale".

Domani il capo dello Stato sarà a San Severino Marche. Scelta significativa. La cittadina è medaglia d'oro al merito civile perché durante la guerra "partecipò alla lotta partigiana, ospitando e sfamando centinaia di sfollati". Tra questi, il medico ebreo romano Mosè Di Segni, che si mise al servizio della comunità operando tra le fila di una formazione partigiana. Il figlio Riccardo oggi è rabbino capo di Roma e il sindaco di San Severino lo ha accolto due giorni fa: Di Segni ha partecipato ad alcuni eventi commemorativi, donando alla città un albero di ulivo.

Domani è sabato e anche per questo gli ebrei osservanti non potranno partecipare. Molti eventi sono stati anticipati, altri saranno celebrati domenica. La Comunità di Milano organizzerà una sua commemorazione al cimitero di guerra alleato. Ma non è solo per ragioni religiose che molti hanno rinunciato. Il clima è ostile e il pretesto è la guerra. A Monza sono state imbrattate delle pietre d'inciampo. A distanza di 80 anni dalla fine del regime fascista un pezzo di sinistra pretende di usare il 25 aprile "contro". Contro la Brigata ebraica, contro Israele, contro il governo, anche contro il Pd. "Spirito bellicoso" lo ha chiamato l'ex presidente di Anpi Milano Roberto Cenati, criticando chi vorrebbe rompere il gemellaggio Milano-Tel Aviv. Cenati ha citato le parole di Arrigo Boldrini, a lungo leader dei partigiani comunisti. "Abbiamo combattuto per la libertà di tutti; per chi era con noi, per chi non c'era e anche per chi era contro". "La Resistenza ha liberato tutti - spiega Cenati - indipendentemente dalle convinzioni e dalla fede politica di ognuno".

La Brigata ebraica domani a Milano ci sarà

comunque. Come la Fiap, con cui sfilerà Azione. Come la Cisl, con la segretaria Daniela Fumarola che parlerà in piazza Duomo. E ci saranno anche i Giovani di Forza Italia. Ma a sinistra, non molti hanno la saggezza di Cenati.

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