La richiesta di archiviazione da parte del Procuratore della Repubblica di Caltanissetta Salvatore De Luca, in cui sono contenute diverse intercettazioni che vedono protagonisti gli ex pm Gioacchino Natoli e Roberto Scarpinato, oggi senatore dei 5 Stelle, continuano a far discutere. I due, infatti, hanno effettuato decine e decine di telefonate il cui oggetto era l’audizione di Natoli in commissione antimafia, di cui Scarpinato è membro, e questa già di per sé dovrebbe essere una grande anomalia, per usare un eufemismo: decidevano gli argomenti, le domande, si accordavano su cosa concentrarsi. Ecco, quindi, che ieri sera a FarWest, programma condotto da Salvo Sottile, erano ospiti i giornalisti Filippo Facci, Lirio Abbate, e il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè. “Tu sei un giornalista esperto e intellettualmente onesto, questa cosa che due magistrati si telefonano e si fanno 33 telefonate… è normale che un magistrato ne deve deporre alla commissione antimafia si mette d’accordo con un senatore per sapere cosa dire?", chiede Sottile ad Abbate, che risponde ribadendo come “per prassi non deve essere concordato nulla.
Se sei un testimone e quella è una commissione di inchiesta, i testimoni non dovrebbero concordare nulla, quindi in quel caso non si doveva fare alcuna telefonata, né alzata di palla (dice riferendosi alla frase detta da Natoli a Scarpinato ndr). Quella roba è un altro scivolone che viene fatto. Non si fa e non è una cosa corretta per la legalità”.