Andrea Di Giuseppe, il deputato dei due mondi che esporta l'italianità all'estero

Il parlamentare di Fratelli d'Italia vuole riportare in Patria i cervelli scappati via. Dalla conoscenza di Teodoro Buontempo all'esperienza da imprenditore: così ha deciso di tuffarsi in politica

Andrea Di Giuseppe, il deputato dei due mondi che esporta l'italianità all'estero
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Può essere definito il politico dei due mondi, con radici italiane che continua a preservare nonostante la sua esperienza oltre i nostri confini. La missione di Andrea Di Giuseppe è tutt'altro che semplice: dare rappresentanza ai cervelli fuggiti e magari farli tornare in Patria. Un obiettivo che si è fissato perché, denuncia, "noi italiani all'estero siamo stati abbandonati". Il deputato di Fratelli d'Italia non vuole farsi promotore di chissà quante battaglie: quelle che ha deciso di portare avanti sono poche ma ben mirate.

La volontà di entrare nel mondo della politica viene da lontano. Entra in questo mondo già da quando va a scuola. Frequenta la sezione Trieste Salario del Fronte della Gioventù. Spesso riceve a casa la visita di un noto amico amico del padre: si tratta di Teodoro Buontempo, storico esponente del Movimento sociale italiano. Di conseguenza respira la politica tutti i giorni. Dopo essersi trasferito negli Stati Uniti inizia a seguire il Partito repubblicano in Florida e a livello nazionale.

Successivamente arriva la candidatura alla Camera dei deputati in Italia. "In questo caso, più che una volontà è stata una necessità", spiega Di Giuseppe. Che cita il compianto Mirko Tremaglia, "l'unico a tentare di fare qualcosa". Dopo la sua morte assiste a "tante promesse elettorali" ma purtroppo "fatti zero". Dunque accetta di candidarsi "per cambiare le cose" e scrive di suo pugno un programma di nove punti "che rappresentano delle priorità per la nostra comunità".

Il parlamentare di Fratelli d'Italia sente "tutti i giorni" il peso della responsabilità di rappresentante degli italiani all'estero. Alla base della sua azione c'è una massima: "La politica va affrontata come un'impresa". Il che si traduce in "mantenere i nervi saldi, fare un programma, rispettarlo e lavorare sodo". Vanta un contatto diretto con le persone: riceve centinaia di chiamate e lettere, motivo per cui si definisce "testimone di situazioni a volte drammatiche". Da Andrea Tremaglia, suo collega alla Camera e nipote di Mirko, riceve un complimento non da poco: "Ha riconosciuto pubblicamente questo mio ruolo, inserendo il mio lavoro nel solco di quello del nonno".

Come detto in precedenza, il sentiero imboccato da Di Giuseppe si collega al ritorno in Italia dei cervelli scappati. Una risultato che, se ottenuto, sarebbe tutto a nostro vantaggio. Persone che all'estero sono luminari "e che nel nostro Paese non hanno trovato spazio e sono stati costretti ad andare via". A suo giudizio per favorire un viaggio al contrario occorre non solo rispettare il lavoro che va pagato per il suo valore, ma anche "dare a questa gente tutti quei diritti che non gli sono stati garantiti per anni".

Il deputato di FdI è protagonista di importanti iniziative come l'abolizione dell'Imu, l'assistenza elettorale e il voto elettronico all'estero. Senza dimenticare le leggi sulla tessera sanitaria e il riacquisto della cittadinanza, convinto che l'inverno demografico possa trasformarsi in estate facendo rientrare gli italiani. Iter che sono già partiti ma che ovviamente richiedono tempi differenti. "Le nostre comunità all'estero hanno fretta ma ora che vedono finalmente un governo che agisce per loro hanno capito che bisognerà aspettare i tempi tecnici per vedere tanti problemi risolti", ha sottolineato Di Giuseppe.

Non può passare in secondo piano la sfera professionale, visto che la sua esperienza da imprenditore è indubbiamente una componente di rilievo della sua carriera. Fa tanta gavetta nell'azienda di famiglia, prima lavoro manuale "per imparare il mestiere" e poi quello amministrativo. Dopo essersi trasferito al Nord per alcuni anni si reca negli Stati Uniti e partorisce un'azienda di cui va fiero: "È un'eccellenza mondiale dell'interior decoration, in particolare mosaici vetrosi e oro 24 carati".

Tra un viaggio all'estero e una battaglia riesce comunque a ritagliarsi del tempo per coltivare le sue passioni extra-politiche. Da buon romano tifa Lazio, "la prima squadra della Capitale". L'ultima gara vista dal vivo è il derby di quest'anno, ma comunque non fa mai mancare il suo supporto ai biancocelesti anche dagli Stati Uniti. "Un altro sport che mi appassiona è la boxe. Seguivo la noble art da ragazzo. La pratico, è uno sport straordinario", spiega Di Giuseppe.

Che, non avendo un unico genere o gruppo preferito, non rinuncia alla buona musica: "Vivere a contatto con culture diverse ti abitua a ragionare con mente più aperta. Però Lucio Battisti è Lucio Battisti".

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