Le chat tra Sigfrido Ranucci e Maria Rosaria Boccia rivelate da Il Giornale hanno scatenato la reazione politica del centrodestra, che ora vuole vederci chiaro sui possibili riscontri della vicenda. I contorni che si stanno delineando sono gravissimi e viene invocata un'indagine per capire se possa esserci stata una regia. "Leggo altre cronache che riguardano l'incredibile Ranucci. Ha trafficato con la Boccia per le sue campagne e per attuare gravi condotte, a mio giudizio autentiche violazioni di ogni principio, che poi grazie alla benevolenza di magistrati sodali non vengono ritenute tali. Apprendiamo poi che ha denigrato con linguaggio omofobo giornalisti come Cerno e Giletti. Quindi si conferma personaggio non solo spregiudicato nella gestione delle fonti e nel traffico di notizie di ogni genere e tipo, ma anche portatore di un linguaggio di discriminazione", ha dichiarato il senatore Maurizio Gasparri, membro della Commissione Antimafia.
"Credo che sarà opportuno", ha aggiunto Gasparri, "portare all'attenzione degli organi che devono combattere l'odio, il linguaggio e il comportamento di Ranucci. Dovrebbe valutare la sua condotta anche l'ordine dei giornalisti, al quale appartenga anch'io. Ma purtroppo le sue continue violazioni di norme, di regole deontologiche e di principi fondamentali non hanno mai trovato alcuna sanzione. Ho presentato interrogazioni anche su questa vicenda e segnalo alla Rai, che lo paga, la condotta di costui. Siamo ancora in attesa di sapere quali saranno le conseguenze dello scandalo Bellavia, del suo consulente che lavorava anche con le procure e che ha alimentato un'ipotesi di dossieraggio che ho denunciato presso la procura di Milano". Il caso Ranucci, è la conclusione di Gasparri, "è veramente sempre più grave e scandaloso. Ma è ancora più scandaloso che faccia tutto questo con i soldi di cittadini e con l'azienda al servizio pubblico radiotelevisivo che non ha nulla da osservare".
"Le notizie emerse in queste ore, comprese quelle relative a conversazioni depositate agli atti dell'inchiesta tra l'imprenditrice Maria Rosaria Boccia - indagata per stalking e lesioni - e il giornalista Sigfrido Ranucci, impongono una riflessione seria e responsabile sul rapporto tra informazione, politica e tutela della sfera privata", ha dichiarato il vice capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei Deputati, Elisabetta Gardini. "Se dovessero essere confermati attacchi mediatici organizzati ai danni del presidente del Consiglio Meloni o verso qualche suo esponente di Governo, costruiti attraverso modalità opache o strumentali, questi andrebbero condannati senza ambiguità. Il confronto, anche critico verso l'Esecutivo, deve basarsi su dati oggettivi, non certo su campagne di delegittimazione orchestrate senza scrupoli", ha aggiunto, sottolineando che "la libertà di stampa è un valore irrinunciabile della democrazia, ma non può trasformarsi in un uso distorto dell'informazione né in uno strumento di pressione politica". A fronte di questo, quindi, "riteniamo fondamentale che venga fatta piena chiarezza sulle chat tra la Boccia e Sigfrido Ranucci. Trasparenza e rispetto delle istituzioni restano condizioni essenziali per la credibilità del dibattito pubblico".
Le ha fatto eco il vicepresidente vicario di Fratelli d'Italia in Senato, Raffaele Speranzon, componente la commissione di Vigilanza Rai, il quale ribadisce che le notizie emerse da il Giornale oggi in edicola "confermano l'uso distorto da parte di quest'ultimo delle inchieste per attaccare il governo Meloni". Con quanto finora noto, "siamo proprio di fronte alla macchina del fango contro il governo. Siamo fuori da ogni dubbio a favore della libertà di stampa a patto che essa non diventi uno strumento utilizzato per condizionare la politica". Anche per questo motivo si pretende chiarezza. "Mi spiace, non ho seguito il caso. Per principio non leggo più tutto quello che riguarda la signora Boccia. È da parecchio che ho capito quanto il potere per lei sia più importante di qualunque forma di etica. Mi spiace ci sia caduto anche Ranucci. Lo reputo giornalista intelligente, anche se sono molto distante da alcune sue prese di posizione su Report. Ma il bavaglio è una forma di censura che non accetto. I commenti sul circolo gay della destra, però, sono inutili e di pessimo gusto. Da parte di chiunque li tiri in ballo. La vita privata delle persone non può essere trasformata pubblicamente in fango", sono le parole di Rita dalla Chiesa, onorevole di Forza Italia.
"La libertà di informazione nonché di espressione del pensiero va sempre tutelata e salvaguardata. Ma ciò non toglie che esistono dei limiti quando quest'ultima invade la sfera privata.
Per questo è fondamentale fare piena luce sulle chat intercorse tra Maria Rosaria Boccia e Sigfrido Ranucci al fine di verificare quali limiti siano stati superati e soprattutto, se esita una reale manipolazione delle informazioni ai danni del Governo e del Premier Meloni. Non saranno tollerate derive persecutorie o campagne diffamatorie. Si faccia piena luce sull'accaduto", ha dichiarato Stefano Maullu, vicecapogruppo di Fdi alla Camera.