Lo scandalo Bellavia-Ranucci-Report continua ad agitare la politica. Forza Italia ha fatto un passo avanti, presentando un'interrogazione al ministro della Giustizia Carlo Nordio, per chiedere ispezioni sui numerosi magistrati coinvolti nella vicenda, e al ministro delle Imprese Adolfo Urso, riguardo alla condotta della Rai. Il documento è stato firmato dai capigruppo degli azzurri al Senato e alla Camera, Maurizio Gasparri e Paolo Barelli, a cui si sono affiancati i senatori Rosso e Zanettin e i deputati D’Attis, Pittalis, Bicchielli, Castiglione e Tenerini.
"Il rinvio a giudizio disposto dalla Procura di Milano a carico di una ex collaboratrice del commercialista dottor Gian Gaetano Bellavia, consulente da molti anni di Procure della Repubblica e fonte di notizie di Report, accusata di aver sottratto, fra il 18 giugno e il 25 settembre 2025, numerosi dati dallo studio commercialista, ha suscitato enorme scalpore e indignazione per il coinvolgimento di vertici della magistratura e l'informazione televisiva", si legge nell'interrogazione. "Risulta, infatti, che il dottor Bellavia, che collaborava con numerosi magistrati e con il programma Report, detenesse materiali riservatissimi di numerose procure, che probabilmente poteva mettere a disposizione anche della trasmissione televisiva". Secondo Forza Italia, il furto di file da parte di una collaboratrice del commercialista "induce a ritenere che vis sia il rischio di un maxi-dossieraggio", considerando anche il fatto che, da quanto emerso fino ad ora, pare che nello studio di Bellavia "ci sarebbero materiali riguardanti anche numerosi esponenti politici, tra i quali Berlusconi e Craxi, imprenditori finanziari e magistrati che nel tempo hanno cambiato incarico o sono andati in pensione, dettaglio che lascia presupporre che la raccolta dei dati risale a molti anni".
Nell'interrogazione, viene anche sottolineato che "la delicatezza" dei dati accumulati risulta evidente "dai nomi dei 19 magistrati citati", tutti titolari di inchieste giudiziarie riguardanti "colletti bianchi, urbanistica e antimafia", nell'ambito delle quali si sarebbero rivolti a Bellavia per consulenze e analisi. "Si chiede quindi di sapere se, alla luce di quanto esposto in premessa, il ministro della Giustizia ritenga di disporre un'immediata ispezione riguardante le attività dei magistrati con i quali ha collaborato Gian Gaetano Bellavia per molti anni e se il ministro delle imprese e del Made in Italy ritenga di avviare ogni opportuna verifica e i dovuti accertamenti per gli aspetti di sua competenza", conclude il documento presentato da Forza Italia.
La vicenda ha agitato anche le forze di opposizione, con l'esponente del M5S in commissione Vigilanza Rai Dolores Bevilacqua che ha attaccato Tommaso Cerno, colpevole a detta sua di aver dato il via a una "campagna di diffamazione" contro Report e Ranucci utilizzando il quotidiano che dirige. "Ranucci ha fatto conferenze stampa contro di me e contro il mio giornale su cose inesistenti, ma è liberissimo di farle, perché in questo Paese fortunatamente non c'è Telemaduro e non si va nelle dittature ma nella libertà di espressione", ha risposto il direttore del Giornale. "Che cosa ha fatto Il Giornale? Ha pubblicato in esclusiva l'elenco dei nomi di magistrati, politici, imprenditori, magnati italiani che sono stati dossierati da un consulente di Report.
Quindi che cosa mi aspetto io? Non che mi venga chiesta la censura al mio giornale, la censura al mio pensiero, perché la Rai, cara Dolores Bevilacqua, 'abbiamo riuscito' di aver capito che è degli italiani: sono gli italiani i proprietari della tv pubblica, sono gli italiani i titolari della Costituzione, della libertà di espressione, non Maduro, non Gaza, non Hamas, non Teheran, non l'ayatollah, non la sharia. Il popolo italiano deciderà lui".