Sta per arrivare la proroga del taglio delle accise, che scade il 7 aprile. Tra le ipotesi al vaglio del governo ci sarebbe il rafforzamento delle misure sul credito d’imposta per il gasolio agricolo, con l’intento di sostenere un comparto particolarmente esposto all’aumento dei costi energetici. Sul tavolo ovviamente resta anche il tema delle risorse: l’entità del provvedimento dovrebbe ricalcare quella del precedente dl, per un valore complessivo superiore ai 500 milioni di euro. Una cifra che, nelle intenzioni del governo, consentirebbe di prorogare gli interventi senza scostamenti significativi rispetto alla necessaria linea di prudenza sui conti pubblici.
Come si legge in una nota di Palazzo Chigi "il Consiglio dei ministri è convocato venerdì 3 aprile 2026, alle ore 09.00, a Palazzo Chigi, per l'esame del seguente ordine del giorno: - Schema di decreto Legge: Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali, nonché in favore delle imprese (Presidenza - Economia e Finanze - Imprese e Made in Italy - Ambiente e sicurezza energetica - Agricolura, sovranità alimentare e foreste); - Schema di decreto legislativo: Disposizioni per l'adeguamento della normativa nazionale al regolamento (UE) 2024/1991 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2024, sul ripristino della natura e che modifica il regolamento (UE) 2022/869 - Esame definitivo (Affari europei, Pnrr E politiche di coesione - Ambiente e sicurezza energetica); - Varie ed eventuali.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha riunito oggi a Palazzo Chigi il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il titolare della Difesa Guido Crosetto e i vertici dell’intelligence per fare il punto sulla crisi legata alla chiusura dello Stretto di Hormuz. Il dossier, a quanto riferiscono fonti di governo, continua a essere seguito direttamente dalla premier, che nelle ultime ore ha intensificato i contatti con i partner internazionali. Il tema è stato infatti al centro anche di un colloquio telefonico con il primo ministro britannico Keir Starmer, con cui Meloni ha condiviso la necessità di un coordinamento stretto tra alleati per gestire le possibili ripercussioni economiche e geopolitiche della crisi.
Nel corso del colloquio, riferisce Palazzo Chigi, "è stata rinnovata la comune preoccupazione per le minacce alla sicurezza dei partner dell’area, ribadendo l’importanza di una stretta cooperazione con i Paesi del Golfo". Meloni e Starmer hanno inoltre concordato di mantenere "un costante coordinamento per iniziative volte alla de-escalation e a garanzia della sicurezza delle rotte commerciali nell’area". Resta alta l’attenzione sulle possibili ricadute sul fronte energetico e sulla necessità di garantire la sicurezza degli approvvigionamenti. Non a caso, il dossier è stato al centro anche del confronto avuto ieri dall'inquilina di Palazzo Chigi con l'ad di Eni, Claudio Descalzi.
È durato circa un'ora, a Palazzo Chigi, il vertice di maggioranza presieduto da Giorgia Meloni, con i vicepremier Antonio Tajani e
Matteo Salvini, il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti e il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi. L'incontro ha riguardato il Documento di Finanza pubblica (Dfp) atteso a Bruxelles nei prossimi giorni.