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L'allarme di Fazzolari: "Ora l'azione delle toghe sarà più invasiva". Che cosa può succedere adesso

Il sottosegretario Fazzolari: "L'opposizione (delle toghe, ndr) che abbiamo già visto sulla questione migranti la vedremo applicata anche su altri temi, a partire dalla sicurezza"

L'allarme di Fazzolari: "Ora l'azione delle toghe sarà più invasiva". Che cosa può succedere adesso
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Archiviato il referendum sulla giustizia è un profluvio di commenti sugli effetti politici del risultato. È normale e per certi versi scontato che sia così. Se avesse vinto il Sì saremmo qui a chiederci quale sarebbe stata la prossima mossa del governo Meloni, magari le prossime riforme da mettere in cantiere. Ha vinto invece il No e, al di là della curiosità sulle mosse del centrosinistra, che galvanizzato pensa già alle prossime Politiche, c'è chi riflette sugli effetti immediati a livello politico.

Va dritto al sodo Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla presidenza del Consiglio: "Il risultato di questo referendum - dice all'Ansa - è quello di legittimare una azione della magistratura su una serie di temi che per gli italiani oggi sono dirimenti: noi vediamo che l'azione del governo spesso viene rallentata sul fronte di immigrazione e sicurezza da decisioni che la magistratura non condivide e che potrebbero essere rafforzate in futuro, questa è una delle principali preoccupazioni".

E prosegue: "Gli italiani chiedono a questo governo, ma chiederebbero a qualsiasi governo, maggior controllo dell'immigrazione illegale e di essere maggiormente incisivi in termini di sicurezza. Finora su questi due argomenti abbiamo visto che molte delle norme attuate vengono poi indebolite da decisioni prese dalla magistratura: all'esito del referendum la preoccupazione è che questa azione potrebbe diventare ancora più invasiva".

Il rischio che vede Fazzolari è presto detto: questo risultato referendario finirà con l'ostacolare l'azione del governo, incrementando il potere d'interdizione di una parte della magistratura, quella più politicizzata. Lo abbiamo già visto sulla questione dei migranti, lo vedremo, con tutta probabilità, anche su altri temi.

"Il referendum cadeva nel momento meno adatto per poterlo valutare in modo sereno", prosegue Fazzolari nella sua riflessione, perché "davanti a una grande incertezza si tende a rimanere ancorati allo status quo". E "oggettivamente gli italiani si sono dovuti esprimere" sul referendum costituzionale sulla giustizia "in un contesto di grande incertezza a livello internazionale ed economico" in cui si tende "a non vedere di buon occhio dei cambiamenti. In situazioni di incertezza si rimane con posizioni molto conservative.

Come si è visto anche con l'emergenza Covid, quando c'è grande incertezza la gente dice che non è il momento di fare un salto nel vuoto". Anche le oscillazioni dello spread "nell'arco di poche ore, e che è calato dopo le dichiarazioni" di Donald Trump, per Fazzolari sono "sintomo di contesto internazionale di grande incertezza".

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