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Le domande senza risposta

Il Giornale ha solo posto alcune domande agli ex magistrati Gioacchino Natoli e Roberto Scarpinato oggi parlamentare Cinque stelle. Decidiamo di continuare a porle, quelle domande, pubblicando un verbale inedito

Le domande senza risposta
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Non posso pensare che in Italia sia vietato parlare di Paolo Borsellino per cui - a pensar male, come diceva quello - viene da dare un'altra interpretazione alla campagna intimidatoria contro il Giornale, il Tempo e il nostro editore Angelucci. E cioè che da sinistra si vuole alzare un polverone mescolando fatti e bugie purché non si riapra il file «strage di via D'Amelio». Lo dico perché il Giornale ha solo posto alcune domande agli ex magistrati Gioacchino Natoli e Roberto Scarpinato oggi parlamentare Cinque stelle. Ma, al posto delle risposte, ha ottenuto una batteria di attacchi copia-incolla di politici, in campo per scaldare la piazza anziché arrivare a una verità. E così decidiamo di continuare a porle, quelle domande, pubblicando un verbale inedito. Dal quale si desume che il giudice Borsellino poche ore prima di essere assassinato avesse prelevato un fascicolo. Per approfondire l'omicidio di un imprenditore siciliano che porterebbe dritto verso nord e verso quel filone mafia e appalti archiviato secondo alcuni in maniera frettolosa. Un documento che non solo suggerisce che quella strada non è stata percorsa fino in fondo (da qui la domanda a Natoli e Scarpinato: come mai questo è stato possibile?), ma che dimostra come ci fosse una strada aperta che nessuno ha voluto seguire davvero.

Abbastanza per pretendere che una commissione che si chiama Antimafia faccia luce sul caso e non si nasconda dietro regolamenti che impediscono proprio a chi fu protagonista di quelle vicende di approfondirne i dettagli o di valutare nuovi elementi.

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