Il generale Mario Mori è stato nuovamente preso di mira dal Movimento 5 Stelle che, non tradendo l’inchiesta condotta da Il Giornale, hanno preferito attaccare piuttosto che rispondere nel merito di quanto emerso. Secondo il deputato M5S Michele Gubitosa, componente della commissione Antimafia “da tempo la maggioranza, insieme al generale Mori, sta cercando di scrivere una verità di comodo, farlocca e semplicistica per spiegare la Strage di via D'Amelio, dando la colpa solo a un brutto giro di interessi sugli appalti che intrecciava politici della prima repubblica, mafiosi vecchio stampo e imprenditori collusi: l'indagine nota come 'mafia-appalti’”. A rispondere è direttamente Mori, che al collega Filippo Facci chiarisce come “le recenti considerazioni sull’attività del senatore Scarpinato non le ho fatte io, bensì 4 magistrati della Procura della Repubblica di Caltanissetta”. Il riferimento è al filone di indagine che fa capo al Procuratore Salvatore De Luca, lo stesso che ha chiaramente ribadito che “a nome del Gruppo stragi della Procura di Caltanissetta riteniamo che vi siano dei concreti, univoci, plurimi, elementi per affermare che la gestione del procedimento 'mafia appalti' e, in realtà, il tema 'mafia appalti' sia stata una sicura concausa della strage di via D'Amelio.
Lo riteniamo, con elevato grado di attendibilità in via d'Amelio e in misura leggermente inferiore, per quel che riguarda la strage di Capaci, ma, secondo noi, l'interesse di Giovanni Falcone ha una sua rilevanza, anche in relazione alla strage che ha portato alla sua tragica fine, della sua compagna e della scorta". Ma Scarpinato continua a non rispondere nel merito e la sinistra resta in un silenzio sempre più logorante.