L’avvocato Giulia Bongiorno, senatrice della Lega e relatrice del disegno di legge in materia di violenza sessuale, è sotto attacco. Da una parte c’è la politica ufficiale e dall’altra c’è quella civile, ben più violenta, come testimonia l’azione condotta dal collettivo Non una di Meno di Milano, che nel pomeriggio di oggi si è presentato sotto lo studio legale in centro città per riversare alcune palate di letame davanti al portone d’accesso del palazzo in cui ha sede l’ufficio. “Oggi come studentesse di Non Una Di Meno siamo venute a trovare la ministra Bongiorno sotto il suo ufficio legale”, si legge nel comunicato social, accompagnato da foto e video dell’azione.
Sostengono che il disegno di legge di cui è autrice la senatrice della Lega (che impropriamente loro chiamano ministro, carica ricoperta per poco più di un anno durante il Conte I) sia “pericolosissimo per noi tutte”. Il comunicato espone la contrarietà al disegno di legge fondandolo su una narrazione distorta di quella che è in realtà la stesura fatta dalla senatrice, che in qualità di avvocato da decenni è in prima linea per difendere le donne vittime di violenza anche con un’associazione riconosciuta. L’idea che un manipolo di “studentesse” voglia insegnare a un avvocato di lungo corso proprio in quel settore come muoversi tra le maglie della legge per blindare una legge a tutela della donne appare quanto meno paradossale, tuttavia non stupisce in questo Paese, perché non sarebbe nemmeno la prima volta che accade. “Senza educazione sessuale in tutte le scuole, tutte noi siamo in pericolo. Non vogliamo il ddl Bongiorno, ma al contrario, vogliamo educazione sessuale per imparare a prevenire la violenza, comunicare e riconoscere il consenso entusiasta. Per questo oggi siamo qui come studentesse di Non Una di Meno e perché saremo in piazza l'8 e il 9 marzo”, si legge ancora nel comunicato del collettivo.
Un attacco alla senatrice che si inserisce in un contesto più ampio come quello denunciato dai senatori della Lega in commissione Affari Costituzionali Daisy Pirovano, Stefania Pucciarelli e Paolo Tosato, i quali con una nota si sono detti sconvolti dall’atteggiamento “del Pd in tema di violenza sulle donne. Questo quanto accaduto in commissione Affari costituzionali del Senato, dove la senatrice Valeria Valente, nel corso di una discussione parlamentare sul disegno di legge in materia di violenza sessuale porta il dibattito a un livello infimo, attaccando personalmente Giulia Bongiorno”.
Mettere in discussione, dicono, “l'operato della collega sul nuovo testo riguardo la violenza di genere, in quanto 'sottomessa alla volontà del suo segretario maschio', è aberrante, specie se riferito a una donna che da anni combatte le violenze sulle donne”.