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L'arbitro Botteri, i compensi di Lagarde, i censori rossi: ecco il podio dei peggiori

La giornalista vede del razzismo nel caso Bastoni. Compenso extra per la presidente Bce nonostante le regole. Da sinistra attacchi a Picierno perché dialoga con Fdi. Ecco i peggiori della settimana

L'arbitro Botteri, i compensi di Lagarde, i censori rossi: ecco il podio dei peggiori
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Al terzo posto del podio dei peggiori di questa settimana abbiamo la giornalista Giovanna Botteri che vede del razzismo dove non c'è. Il caso è quello dell'interista Alessandro Bastoni nella bufera dopo la partita contro la Juventus: il contatto con Pierre Kalulu, la caduta, il fallo fischiato e l'espulsione dello juventino. Non sono mancate le polemiche, in campo e fuori. Il calciatore nerazzurro ha fatto pure mea culpa per l'esultanza successiva. Caso chiuso? Figuriamoci. Dalle trasmissioni sportive si finisce su La7 da Massimo Gramellini, con la Botteri che tira fuori il sillogismo per cui Kalulu è "un giocatore nero" e, quindi, "c'è anche l’elemento razzista". E ancora: "Ha fatto una roba schifosissima. Ha fatto espellere il giocatore ‘neretto’ e poi ha anche esultato, ha detto 'e vai', è veramente una roba immonda". Facciamo finta che non l'abbia nemmeno pronunciata, la parola "neretto": se l’avesse fatto qualsiasi altro giornalista, per di più di destra, sarebbe venuto giù il mondo. Ma anche solo pensare che dietro a tutto ci sia il razzismo è un fallo, intellettuale, questo sì da cartellino rosso.

Al secondo posto abbiamo la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde. Secondo le regole del personale della Bce, i dipendenti non possono accettare "alcun pagamento da terzi in relazione all’esercizio delle loro funzioni professionali". Eppure a spulciare i suoi compensi si scopre che, oltre allo stipendio da 466mila euro e ai 135mila euro di benefici accessori, nel 2025 ha ricevuto dalla Banca dei regolamenti internazionali un compenso di circa 143mila euro. Totale: 744mila euro. In pratica il funzionario europeo più pagato. E il regolamento? Molto semplice. Al Financial Times è stato spiegato che la Lagarde "non è un membro del personale" e quindi "non è soggetto alle regole del personale". Tutto drammaticamente tipico di questa Europa delle regole e dei cavilli. Eh già, perché le regole vengono scritte per essere fatte rispettare solo dai comuni mortali. Per i big, invece, ci sono i cavilli...

Al primo posto del podio c'è la solita sinistra che ormai di democratico non ha più nulla. Casus belli la presenza a Radio Atreju di Pina Picierno, voce critica della linea Schlein nel Pd. Radio Atreju è la radio di Fratelli d'Italia e l'eurodeputata è andata in onda con Carlo Fidanza, europarlamentare del partito della Meloni. Apriti cielo! Sui social è scoppiata la polemica. A fomentarla il giornalista di Repubblica, Paolo Berizzi, che su X la ha attaccata duramente: "Già che era lì, per non farsi mancare niente, ha provato a sputtanare un po' il suo partito e l'opposizione al governo guidata dal suo partito - ha scritto - per completare il capolavoro, a quel punto, perché non fermarsi a casa Atreju?". Immediata la replica dell'esponente piddì che ha dato al giornalista una lezione che dovrebbero ascoltare tutti i finti democratici della sinistra: "La democrazia si nutre di legittime differenze - ha scritto la Picierno - sottrarre queste differenze all'odio e alla negazione dell’altro è preciso compito di classi dirigenti mature".

Una lezione che non va solo per quelli che occupano università e saloni del libro per zittire chi la pensa diversamente da loro. Vale anche per chi, seduto in Parlamento, delegittima continuamente l’avversario accusandolo di essere fuori dai cordoni della democrazia.

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