Nel silenzio generale, gli anarchici continuano a muoversi sotto traccia e a piazzare bombe. Pochi giorni fa l’ultimo attentato, a Pisa, nel cantiere della Scuola Superiore Sant'Anna, una delle eccellenze accademiche del nostro Paese. Da tempo è in costruzione il nuovo polo tecnologico con investimenti milionari per agevolare la ricerca nella robotica, ma non solo, che è previsto in consegna per il prossimo anno. Questa struttura è stata messa nel mirino degli anarchici che, nella notte tra il 7 e l’8 aprile, hanno piazzato 6 ordigni incendiari su quattro mezzi da lavoro e sulle centraline di due gru: così spiegano nella rivendicazione dell’attentato.
“Non è possibile conoscere gli effettivi danni causati vista la totale ignoranza da parte dei media a riguardo, certo danni ci sono stati potendo vedere le colonne di fumo ergersi in lontananza. Libertà per Alfredo Cospito e per tutti i prigionieri della guerra sociale”, si legge nella breve lettera di rivendicazione pubblicata sui soliti canali anarchici. “Ogni guerra moderna inizia in un laboratorio”, hanno aggiunto ancora. Tutto ciò viene fatto in nome del loro leader Alfredo Cospito, detenuto in regime di massima sicurezza, per cui a breve scadranno i termini, che potranno essere prorogati per almeno. Cospito si trova in carcere perché ritenuto responsabile di due diversi episodi portati a termine e rivendicati dalla Fai. Il primo è l’esplosione, avvenuta il 2 giugno 2006, di due ordigni piazzati davanti all’ex caserma degli allievi dei Carabinieri di Fossano (Cuneo). Per quei fatti Cospito è stato condannato a 23 anni di reclusione. Il secondo è la gambizzazione a Genova, il 7 maggio 2012, dell’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi. Cospito è stato condannato a 9 anni e cinque mesi di reclusione.
Quello di Pisa è l’ennesimo attentato rivendicato negli ultimi mesi, in un crescendo di azioni che
hanno trovato più respiro a seguito della morte di Sara Ardizzone e Sandro Mercogliano a Roma, a causa di una bomba che loro stessi stavano costruendo. Entrambi erano parte del cosiddetto “gruppo Cospito”.