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"Me l’ha detto il Vaticano”. Il restauratore cancella il volto dell’angelo Meloni

Dopo l’intervento della Curia e le verifiche della soprintendenza, cancellata l’immagine inserita nel restauro del 2025. Avviate le ricerche per il ripristino dell’opera originale

"Me l’ha detto il Vaticano”. Il restauratore cancella il volto dell’angelo Meloni
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Nella serata di ieri è stato modificato il dipinto collocato nella cappella del Crocifisso della chiesa di San Lorenzo in Lucina. L’opera, oggetto di un intervento di ripristino concluso nel 2025, raffigurava un angelo con tratti per qualcuno riconducibili al presidente del Consiglio Giorgia Meloni. A intervenire è stato il restauratore Bruno Valentinetti, che ha spiegato così le ragioni della scelta: "L’ho coperto perché me lo ha detto il Vaticano". "Ieri sera l’ho cancellato”, le sue parole riportate da Repubblica: “A me non interessa, continuo a dire che non era la premier, ma la Curia ha voluto così e io l’ho cancellato".

Dopo la rimozione dell’immagine, il percorso previsto è quello del ripristino della decorazione originaria. La soprintendenza speciale di Roma, su indicazione del ministro della Cultura Alessandro Giuli, ha avviato una ricerca negli archivi per individuare materiale documentale — fotografie o disegni progettuali — relativo al dipinto realizzato nel 2000.

L’attività di verifica ha avuto lo scopo di confrontare l’opera originaria con la decorazione attuale. Nella comunicazione inviata alla soprintendenza prima dell’avvio dei lavori, era stato indicato che iconografia e stile decorativo sarebbero rimasti invariati, condizione che però, secondo quanto emerso, non sarebbe stata rispettata.

La vicenda ha portato a una presa di posizione ufficiale da parte delle autorità ecclesiastiche. Il cardinale Baldo Reina, dopo aver appreso la notizia, ha diffuso una nota in cui ha ribadito "con fermezza che le immagini d’arte sacra e della tradizione cristiana non possono essere oggetto di utilizzi impropri o strumentalizzazioni, essendo destinate esclusivamente a sostenere la vita liturgica".

Successivamente si sono svolti colloqui e riunioni tra la soprintendenza, il Fondo edifici di culto — proprietario della

chiesa —, l’ufficio per l’edilizia di culto del vicariato di Roma e monsignor Daniele Micheletti, parroco di San Lorenzo in Lucina. Il confronto tra le parti ha portato alla decisione di eliminare il volto dal dipinto.

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