Manca sempre meno al referendum sulla giustizia, il ministro Carlo Nordio traccia la strada. Ospite a “Realpolitik”, in onda su Rete 4, il Guardasigilli ha commentato i possibili effetti della riforma che porta la sua firma e ha diretto lo sguardo al caso di Garlasco: "Ritengo che casi Garlasco, dopo la riforma che faremo a seguito di questa riforma, non ce ne dovrebbero più essere: perché noi attueremo il processo accusatorio. Se dovesse vincere il 'no' credo che non ci sarebbe più spazio per fare una riforma nel senso voluto da Giuliano Vassalli quaranta anni fa".
A proposito del caso Bartolozzi - la capo di Gabinetto al centro del solito caso montato dalla sinistra per buttarla in caciara - Nordio ha ribadito: “Il caso è chiuso ormai”, le sue parole a a margine di un evento con gli studenti del Comitato Nazionale Sì Riforma al cinema Adriano. Non è mancata una battuta sulle dichiarazioni del magistrato Nicola Gratteri riportate dal Foglio. Il ministro ha osservato: “Letta così è un’affermazione estremamente grave ma allo stesso modo, come sostengo da 30 anni, bisogna sempre tenere conto del contesto in cui queste espressioni vengono riferite e della vivacità della conversazione”. Riguardo alle possibili interpretazioni delle parole del procuratore capo di Napoli, Nordio ha aggiunto: “Tenderei ad escludere che un magistrato dell’esperienza di Gratteri possa minacciare addirittura di rappresaglia la stampa: sarebbe un autogol lampante e pernicioso anche per la causa che in questo momento sostiene; tenderei ad interpretare con indulgenza queste affermazioni”.
Sul tema delle eventuali azioni disciplinari, il ministro ha sottolineato la necessità di prudenza: “Io penso che il ministro della Giustizia per quanto riguarda l’azione disciplinare debba avere una cautela particolarissima proprio per evitare il solo sospetto che la politica interferisca con la magistratura”.
Il titolare della Giustizia ha concluso ricordando che “l’azione disciplinare può essere esercitata non solo dal ministro ma anche dal procuratore generale della Cassazione quindi, se eventualmente vi fosse qualche elemento in tal senso, sarà lui a decidere”.