L’inchiesta de il Giornale sulla morte di Quentin Deranque a Lione per mano di un manipolo di violenti che si definiscono antifascisti sta facendo discutere. Il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, ha chiesto al governo italiano di non intromettersi in vicende che non lo riguardano: una pretesa ipocrita dopo anni in cui la Francia ha voluto dare lezioni all’Italia, in cui si è erta come “vigilantes”, ma anche a fronte dei noti legami tra le frange antagoniste francesi e italiane. È noto che i movimenti francesi e, soprattutto, quelli piemontesi abbiano un forte sodalizio. Ma il Giornale ha condotto anche un reportage firmato da Francesco Giubilei sui legami di Raphaël Arnault, fondatore de la Jeune Garde Antifasciste, e deputato di Lfi (La France Insoumise), con la sinistra italiana. Per questo reportage, Angelo Bonelli di Avs ha annunciato in tv di voler sporgere querela contro Giubilei.
Adrian Besseyre, che ha lavorato nella squadra di Arneault fino a pochi giorni prima del fatto, figura tra i 6 soggetti indagati per omicidio volontario per il pestaggio condotto all’esterno dell’università di Lione mentre l’altro assistente parlamentare di Arneault, Jacques-Elie Favrot, è indagato per complicità. In un suo articolo, Giubilei racconta che “il 12 ottobre 2024 il presidente dell'VIII municipio del Comune di Roma Amedeo Ciaccheri di Avs, uomo dei centri sociali capitolini, ha conferito una targa di riconoscimento, con il logo ufficiale del Comune, a Raphaël Arnault”. Ciaccheri, scrive ancora Giubilei, “ha poi incontrato e si è fatto fotografare insieme a un giovane che il rappresentante di Avs, da noi contattato telefonicamente, non smentisce essere Jacques Elie Favrot”.
Angelo Bonelli, nel corso di 4 di Sera condotto da Paolo Del Debbio in cui tra gli ospiti c’era anche Giubilei, si è lamentato del fatto che lo stesso giornalista abbia “accostato Alleanza verdi sinistra alla vicenda dei fatti della Francia. Ognuno si assume la responsabilità, non abbiamo nessun presidente di Municipio”.
Bonelli, rivolgendosi a Giubilei, ha aggiunto che di non aver “mai querelato nessun giornalista in vita mia” e ha proseguito sostenendo che il giornalista “non si può permettere di accostare i nostri nomi, come lei ha fatto, a quella vicenda criminale e quindi si assumerà la responsabilità di quello che quello che ha scritto e di quello che ha detto”. Giubilei ha poi spiegato di aver condotto “un’inchiesta giornalistica, che capisco dia fastidio, in cui abbiamo raccontato che c’è stato un presidente di Municipio di Avs, Ciaccheri, che nel 2024 ha dato una targa, un premio, a Raphaël Arnault, parlamentare di Lfi, che è legato al gruppo della Giovane guardia antifascista, il cui assistente si trova oggi in carcere accusato di omicidio dal procuratore di Lione. E lo stesso Ciaccheri non ha escluso di essersi fatto fotografare a Roma insieme all’assistente di Arnault”. Questo premio, ha proseguito Giubilei, “che viene dato dal Municipio VIII di Roma, viene dato a ottobre 2024 quando il governo francese, già dall’estate del 2024 aveva definita Arnault come un personaggio di pericolo pubblico. Noi abbiamo raccontato semplicemente una notizia, senza attaccare nessuno”. Bonelli ha replicato sostenendo che “siccome quello che sta dicendo è falso lo vedremo davanti ai giudici perché noi la quereleremo, stia tranquillo che lo facciamo”.