"Una ferita…”. Ruotolo bacchetta Schlein

Pur deluso, l'eurodeputato Pd prova a vedere il bicchiere mezzo pieno: “Ora prende finalmente il via la stagione del campo largo”

"Una ferita…”. Ruotolo bacchetta Schlein
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Non è un momento facile per Elly Schlein. La gestione delle alleanze e delle candidature alle regionali, nonché la mancanza di idee da contrapporre al governo, ha causato malcontento nel Pd. Dopo le stilettate di Romano Prodi e di Rosy Bindi, arriva il j’accuse di un fedelissimo: parliamo di Sandro Ruotolo, eurodeputato dem e soprattutto coordinatore della mozione Schlein in Campania.

“Mi ha provocato una ferita”. Intervistato dal Fatto Quotidiano, Ruotolo non ha nascosto il dolore per l’accordo raggiunto in Campania, con il via libera alla corsa del pentastellato Roberto Fico per la Regione in cambio della candidatura unica a segretario regionale di Piero De Luca, figlio di Vincenzo: “Io e gli altri amici che abbiamo sostenuto Elly Schlein non siamo certi contenti”. Una mazzata per la segretaria, l’ennesima.

Nonostante la palpabile amarezza, Ruotolo prova a vedere il bicchiere mezzo pieno. “Grazie a Schlein l’era De Luca si è finalmente conclusa, con il suo netto no a un terzo mandato” la sua analisi: “Tanti segretari del Pd ci avevano provato prima di lei, inutilmente. Schlein aveva già detto molti mesi prima che non ci sarebbe mai stato un terzo mandato per lui. La Consulta ha sancito un fatto politicamente già deciso”.

Ma non solo. Per Ruotolo sarà possibile ora dare il via “alla stagione del campo largo”, elogiando la candidatura di Fico: “Un candidato che stimo e che valorizza la parola ‘noi’. Un uomo esperto, non un Masaniello. Ma il tema centrale saranno i programmi”. In realtà, però, il campo largo rischia di dividersi già su un tema centrale come il termovalorizzatore di Acerra.

Fico è pronto a chiuderlo, ma molti in casa Pd sono contrari: “Io non lo chiuderei mai ora. Ma comincerei un processo per andare oltre sulla gestione dei rifiuti: le tecnologie per abbattere le emissioni esistono già”. Non un grande segnale di unità, insomma…

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