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Bufera sul Pd per la candidatura di D'Orsi. E l'Anpi cerca di coprire il flop della sua raccolta firme

Il post del Partito democratico che ha ripreso un video del professore è durato appena pochi minuti.

Bufera sul Pd per la candidatura di D'Orsi. E l'Anpi cerca di coprire il flop della sua raccolta firme
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La campagna elettorale per il referendum di marzo è in piena corsa: a meno di due mesi dal voto per la separazione delle carriere si cerca di convincere gli elettori ad aderire a una posizione piuttosto che a un'altra. E per farlo si cercano sponsor, si cercano volti che possano supportare la propria logica. Ma a volte, nella corsa al volto più "appetibile" si inciampa, come è successo al Pd, come evidenziato per primo da Luciano Capone, giornalista de Il Foglio, che è riuscito a fotografare il post del partito guidato da Elly Schlein prima che venisse cancellato. E cosa c'era in questo messaggio sui social?

"Il 22 e 23 marzo vota no", scriveva il Pd, con le ultime due parole in maiuscolo per rimarcare il concetto. E fin qui nulla di particolare, visto e considerato che nel momento in cui a portare avanti la riforma della separazione delle carriere è stato il centrodestra, la sinistra ha fatto il salto dello steccato e si è posizionata dalla parte opposta nonostante sia stata a favore fino a non molto tempo fa. A corredo dell'appello, il Pd ha inserito un video del professore Angelo D'Orsi, che è noto per le sue ferventi posizioni pro-Russia e leniniste: non molto tempo fa si è prestato a un rituale scaramantico che secondo la leggenda favorirebbe la rinascita e il ritorno dell'Urss. Il livello è questo. "D'Orsi smonta la riforma della giustizia", scriveva in caratteri cubitali il Pd in bianco su sfondo rosso, colori evidentemente non casuali, condividendo la clip del professore a L'Aria che tira su La7. Ma pochi minuti dopo questo post è scomparso.

"Il Pd sceglie come propagandista per il No alla riforma della magistratura il propagandista filorusso Angelo D’Orsi. Ma siccome è un po’ ridicolo che a denunciare la deriva autoritaria in Italia sia uno che celebra il regime di Putin, dopo pochi minuti il Pd cancella il post", è stato il commento di Capone. Un commento che è stato ripreso anche da Carlo Calenda, leader di Azione: "Ma vi siete impazziti completamente Pd? D’Orsi è un aperto sostenitore di Putin che viene invitato in Russia dal canale di disinformazione Russia Today". Ovviamente, quando si sono accorti di aver usato il testimonial sbagliato, dal partito di Schlein hanno fatto un passo indietro ma il web non dimentica e piovono critiche.

Nel frattempo, l'Anpi cerca di coprire il fallimento della raccolta firme, con il respingimento del ricorso da parte

dal Tar del ricorso, cercando di far credere di aver vinto perché la raccolta avrebbe sventato il tentativo del governo di anticipare la data. Ma non è vero, perché in realtà l'obiettivo era quello di posticipare la data.

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