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Piantedosi condanna l'assalto pro-Pal: "Contro la Stampa squadristi da isolare"

Il ministro dell'Interno avverte sulla pericolosità dei manifestanti legati al centro sociale Askatasuna: "C'è un focolaio di violenza e disordine"

Piantedosi condanna l'assalto pro-Pal: "Contro la Stampa squadristi da isolare"
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Mentre a sinistra dominano imbarazzi e ambiguità, dal centrodestra arrivano parole nette di condanna sull'assalto dei pro-Pal alla redazione della Stampa. Fin da subito il governo ha espresso solidarietà al quotidiano e ai giornalisti per l'attacco subìto dai manifestanti al grido di "Free Palestine". Al momento sono 36 le persone identificate, e nel giro di poche ore sono spuntate evidenze di appartenenza a gruppi che in passato si sono presi la scena per atti di teppismo gratuito e di violenza immotivata, sempre mascherandosi dietro la partecipazione a manifestazioni che si spacciano come ispirate a temi politici o sociali. Matteo Piantedosi ha confermato che "molti di loro sono affiliati al centro sociale Askatasuna, che è ormai un serio problema per la città di Torino".

C'è chi ritiene che le violenze siano riconducibili esclusivamente ad attivisti pro-Pal e che sarebbero scaturite in seguito all'espulsione dell'Imam Shahin. Per il ministro dell'Interno, però, si tratta della "solita vana ricerca di una motivazione ideale, qualsiasi essa sia, per nascondere il reale intento espresso nell'occasione, che è stato esclusivamente teppistico". In queste ore il fronte progressista ha chiesto un passo indietro a favore dell'Imam, ma l'apologia dell'eccidio del 7 ottobre è gravissima. Piantedosi ha ricordato che il trattenimento finalizzato al rimpatrio è stato confermato dall'autorità giudiziaria, "che ha evidentemente considerato fondate le motivazioni del provvedimento adottato, facendo anche riferimento a più fatti, tra cui comprovati collegamenti con persone considerate pericolose".

Tornando ai vandali pro-Pal, il ministro dell'Interno ha parlato di "un fatto gravissimo e inaccettabile" che mette in mostra quanto siano pericolosi i manifestanti bardati di kefiah.

Il clima di odio e violenza sta dilagando in Italia, ma l'attenzione va rivolta in particolare a Torino: Piantedosi ha fatto notare che nel capoluogo piemontese "c'è un focolaio di violenza e disordine rappresentato dal centro sociale Askatasuna".

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