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Meloni: "Il salario minimo rischia di diventare una soglia al ribasso. Porte aperte alle opposizioni"

La premier: "I precari sono diminuiti di 550mila unità rispetto ai governi precedenti. Il Sud? Non problema ma opportunità, investiti 55 miliardi". Duro botta e risposta con Renzi in Aula

Meloni: "Il salario minimo rischia di diventare una soglia al ribasso. Porte aperte alle opposizioni"
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La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso del premier time in Senato affronta diversi argomenti. Fra questi il tema del lavoro. Nel farlo usa parole chiare contro il salario minimo invocato dalla sinistra. "Con l'ultimo decreto abbiamo stabilito che possono accedere agli incentivi pubblici per le assunzioni solamente quelle imprese che applicano un salario giusto - spiega la premier - dove per salario giusto si intende il trattamento economico complessivo sancito dai contratti collettivi nazionali che vengono stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali più rappresentative. È una strada diversa da quella del salario minimo legale che viene invece proposta dalle opposizioni, che però, come dimostra ad esempio il caso della Puglia, dove è stato applicato il salario minimo, rischia di diventare una soglia al ribasso piuttosto che una tutela in più".

Disincentivato la precarietà

"Sotto questo governo i precari sono diminuiti di 550mila unità rispetto ai governi precedenti - ha rivendicato con orgoglio Meloni - e gli occupati stabili sono aumentati di 1,2 milioni in tre anni e mezzo". Questo è successo "perché abbiamo nei nostri provvedimenti disincentivato la precarietà e abbiamo lavorato particolarmente sul Mezzogiorno, che sappiamo essere il territorio che paga di più quest'emigrazione" (dei giovani all'estero, ndr.).

I salari? Crescono più dell'inflazione

"Il tema dei salari è molto serio - ammette la premier -. È stato raccontato con molti slogan, diverse fake news... Noi abbiamo sentito anche ora in Aula, in particolare dal senatore Renzi, e lo risentiremo molte altre volte, che in Italia i salari hanno perso 7 punti dal 2021. Bene, solo che chi lo sostiene, è lo stesso che governava tra il 2021 e il 2022 quando l'inflazione è esplosa, i salari reali hanno perso oltre 8 punti e mezzo, cioè quando questo calo si è accumulato. Noi siamo partiti da qui, ci abbiamo lavorato e i salari hanno ripreso gradualmente a crescere più dell'inflazione”.

Sud, investimenti per 55 miliardi

"Dall'inizio il governo ha dimostrato come per noi il Mezzogiorno non fosse un problema da risolvere - ha chiarito la presidente del Consiglio - ma una grande opportunità da cogliere: dove per molti anni l'approccio si è concentrato sui sussidi, noi abbiamo preferito concentrare l'attenzione su investimenti, lavoro, infrastrutture, semplificazione. La Zes unica è l'esempio più concreto: in due anni sono autorizzati, e in parte sostenuti con crediti di imposta, oltre 1.300 investimenti per un volume complessivo di affari di circa 55 miliardi di euro e ricadute occupazionali".

Il debito e il Superbonus

"Incontro sempre una certa contraddizione nelle accuse a questo governo - spiega Meloni - siamo accusati da una parte di fare austerità e redarguiti dall'altra per l'aumento del rapporto debito/Pil ma "il debito cresce solo grazie al Superbonus, 174 miliardi di euro" che "finiremo di pagare nel 2027 quando sarà finito il nostro mandato. Abbiamo avuto dei colleghi che hanno sperperato risorse ipotecando i cinque anni successivi perché sapevano che non avrebbero dovuto loro prendersi la responsabilità di quelle scelte e poi ci fanno la morale e quindi la morale mi pare eccessiva". "Avremmo anche potuto uscire dalla procedura di infrazione se non avessimo dovuto fare i conti con centinaia di miliardi di euro bruciati per misure elettorali senza controllo".

Botta e risposta con Renzi in Aula

Nella sua interrogazione al Senato Matteo Renzi ha attaccato la premier Meloni e il suo governo citando il recente caso del ministro della Cultura, Giuli, che ha revocato alcuni membri del suo staff. "Di fronte alla crisi dello stretto di Hormuz la vostra proposta è la legge elettorale e succede perché la qualità delle persone che ha attorno non è all'altezza della sfida di geopolitica", è stata la premessa del leader di Italia viva aggiungendo: "Il ministro della cultura riesce a farsi dare dell'assenteista da Matteo Salvini, riesce a litigare con il mondo del cinema e con gli intellettuali di destra e perfino a licenziare i suoi collaboratori. Allora noto che è incredibile come questo governo dei leader licenzi i suoi sottoposti, come lei ha fatto con Santanché". E su Giuli ha concluso: "Se c'è uno così al governo è colpa sua, altrimenti lui poteva restare nel bosco a suonare il flauto con il dio pan". La premier Meloni a inizio della sua risposta ha ribattuto: "La cosa interessante è che si invoca la presenza del presidente del Consiglio" ma "quello che riscontro è che, al netto di accuse e insulti, c'è oggettivamente poco di cui parlare". Renzi ha replicato ricordandole i parametri di legge che regola il premier time, mentre sui prossimi tre provvedimenti del governo prima della fine della legislatura, Renzi aveva chiesto di escludere, dalla risposta, il Piano casa (non condividendo le misure del piano), ma Meloni gli ha replicato: "Ora magari posso scegliere io i provvedimenti?"

"C'è ancora tanto affetto attorno al governo"

"Sono andata a fare la spesa l'ultima volta al supermercato sabato scorso se vuole può andare a chiedere, non so quando capita a lei perché magari... Guardi, non rinuncio a stare in mezzo alla gente e a fare la mia vita normale proprio perché questo mi aiuta a capire come stanno le cose e quello che capisco è anche che attorno a questo governo c'è tanto tanto affetto dopo 4 anni e anche questo un qualcosa significherà". Meloni ha risposto così al presidente dei senatori Pd Francesco Boccia che tra le altre cose le chiedeva se andasse ancora a fare la spesa per rendersi conto delle difficoltà delle famiglie.

"Le tensioni geopolitiche incideranno sulla crescita"

La situazione in cui ci troviamo" è di "un quadro economico e internazionale particolarmente complesso", ha detto la presidente del Consiglio, e "le tensioni geopolitiche incideranno, come già stanno incidendo, sulla crescita, sull'energia, sulla competitività delle imprese, sul potere di acquisto delle famiglie". Meloni ha risposto in questo modo a un'interrogazione di Carlo Calenda, leader di Azione, sull'istituzione di una cabina di regia per affrontare le priorità strategiche del Paese.

"I salari vanno aumentati rafforzando la contrattazione"

"I salari vanno aumentati rafforzando la contrattazione, è lì che si difendono i diritti dei lavoratori, settore per settore", ha detto Meloni rispondendo a un'interrogazione di Noi moderati sugli strumenti di tutela del livello dei salari e del potere d'acquisto.

"Nell'ultimo decreto lavoro abbiamo stabilito che possono accedere agli incentivi pubblici solo le imprese che applicano il salario giusto - ha aggiunto -. È una strada diversa dal salario minimo legale proposto dalle opposizioni, che rischia di diventare una soglia al ribasso piuttosto che una tutela in più, come dimostra il caso della Puglia".

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