Leggi il settimanale

“Sarò Honorary Professor”: Di Maio sale in cattedra al King’s College di Londra

L’ex ministro degli esteri, che tra un anno non sarà più Inviato speciale dell’Ue nel Golfo persico, sarà Professore Onorario presso il Dipartimento Di Defence Studies

“Sarò Honorary Professor”: Di Maio sale in cattedra al King’s College di Londra
00:00 00:00

Fermi tutti: dopo il Golfo persico, Luigi Di Maio sale direttamente in cattedra a Londra in qualità di “Honorary Professor”. L’ex capo politico del Movimento 5 Stelle ha iniziato infatti a collaborare con il King’s College per il quale si occuperà di difesa e sicurezza, politiche pubbliche, tenendo lezioni e seminari periodici, insieme ai docenti titolari di cattedra. “Sono stato nominato Professore Onorario presso il Dipartimento Di Defence Studies - ha spiegato nelle scorse ore lo stesso Di Maio -. Assumerò questo nuovo incarico con l'obiettivo di contribuire al dialogo sulla sicurezza internazionale, sulle relazioni Europa-Golfo e sulle dinamiche geopolitiche”.

Già vicepresidente del Consiglio, ministro degli Esteri, responsabile dei dicasteri dello Sviluppo economico e del Lavoro (con tanto di delega alle telecomunicazioni), Di Maio ha ricevuto la nomina come “professore onorario” da parte dell’istituto londinese che risale allo scorso primo gennaio e si svilupperà nelle prossime settimane. Si tratta di una collaborazione a titolo gratuito. L’ex grillino ricopre attualmente la carica di Inviato speciale dell'Unione europea nel Golfo persico. L’incarico era stato assunto nel 2023, dopo il flop elettorale alle politiche del 25 settembre 2022 di Impegno civico, la sua nuova creatura nata in seguito alla scissione dal M5s, e scadrà nella primavera del 2027.

E del resto, non poteva esistere un rappresentante migliore di Di Maio per rivolgersi a una platea in inglese, una lingua priva del congiuntivo, ignoto a Giggino. E quindi c’è da dire che il King’s College ha fatto di tutto per agevolarlo. Il prestigio e il curriculum internazionale sono innegabili.

Del resto è impossibile fare a meno di un esponente che, nel più recente passato, raccoglieva le firme per uscire dall’euro, stringeva la mano al leader dei gilet gialli, che parlava di democrazia millenaria in Francia, collocava la Russia sul Mediterraneo, infilava Pinochet in Venezuela, chiamava il presidente cinese Xi Jinping “PING”, sosteneva Maduro contro Guaidò e che diceva che gli americani dovevano lanciare soldi e non missili in Siria. Adesso Londra lo accoglierà a braccia spalancate.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica