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"Meloni tace sull'Iran, non fa niente". La clamorosa balla di Virginia Raggi

L'ex sindaca di Roma pubblica un post su Facebook dove attacca il governo sulla tragedia in corso a Teheran, ma riesce a sbagliare tutto

"Meloni tace sull'Iran, non fa niente". La clamorosa balla di Virginia Raggi
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Nonostante siano passati oramai quasi cinque anni da quando Virginia Raggi ha smesso di fare la sindaca di Roma (per fortuna dei cittadini della Capitale) la militante del Movimento 5 Stelle non smette mai di pronunciare sciocchezze in quantità industriale. Ultima, ma solo in ordine cronologico, è quella riguardante la tragedia in Iran, utilizzata in maniera strumentale (e menzognera) come clava per colpire Giorgia Meloni e il governo di centrodestra. Il suo messaggio sul proprio profilo di Facebook è molto eloquente.

Inizialmente Raggi sostiene che "le immagini che arrivano dall’Iran sono terribili. Tutti vorremmo fare qualcosa ma ci sentiamo impotenti". Poi, parte l'invettiva: "Il governo Meloni ha la possibilità di fare qualcosa, ma non fa niente. La soluzione non può essere quella di girarsi per non guardare, come fatto dall'esecutivo a Gaza". E già solo questo passaggio potrebbe essere smontato in mille modi. A parte il fatto che non è assolutamente vero che l'esecutivo nazionale si sia girato dall'altra parte sulla situazione palestinese, tenuto conto che l'Italia ha attuato un approccio su più fronti per la Striscia: concentrandosi su aiuti umanitari (con l'iniziativa "Food for Gaza" e il supporto all'UNRWA per l'assistenza sanitaria), sull'evacuazione di bambini e feriti verso l'Italia e ponendo il sostegno diplomatico alla soluzione dei "due popoli, due Stati", lavorando al tempo stesso per una cessazione delle ostilità e mirando a un ruolo attivo nella stabilizzazione post-conflitto e nella riforma palestinese.

Ma è poi quel "ha la possibilità di fare qualcosa in Iran, ma non fa niente" - contornato dalla successiva frase "il governo italiano tace" - che l'emblema della malafede emerge in tutte le sue sfaccettature. Probabilmente, infatti, deve essere sfuggito a Virginia Raggi che il nostro Paese, anche con questo governo in carica, ha sempre fermamente sostenuto in più circostanze un'azione diplomatica efficacia coordinata a livello internazionale. La posizione italiana sull'Iran è sempre stata ribadita, fin da tempi non sospetti, nelle riunioni dei ministri degli esteri dell'Unione Europea e al Consiglio europeo, dove ha spinto per posizioni comuni e unitarie. Senza dimenticare la storica partecipazione attiva all'implementazione e inasprimento delle sanzioni dell'Ue contro le violazioni dei diritti umani, il supporto a gruppi terroristici e il programma nucleare iraniano. Per non parlare di tutte le pressioni per il rispetto dei diritti umani, con interventi specifici che hanno recentemente portato - per esempio - al rilascio di Cecilia Sala.

Infine, il colpo di genio finale dell'ex sindaca: "Diamo un ruolo di primo piano all'Onu, che altrimenti si riduce all'inutilità come forse qualcuno spera, per avere mani libere". Sarebbe tutto molto interessante, se non fosse per l'irrilevantissimo dettaglio per cui l'Organizzazione delle Nazioni Unite era stata la stessa che, nel novembre 2023 (pochissimo dopo gli attacchi del 7 ottobre a Israele, sanzionato dall'Onu più di tutte le dittature mondiali messe insieme) diede la presidenza del forum sui diritti umani alla medesima Repubblica Islamica dell'Iran. Ovvero quella che impicca pubblicamente gli omosessuali, spacca la testa alle donne non velate, reprime il dissenso e incarcera fuori da ogni parvenza di diritto.

Nonché quella che, almeno dallo scorso 28 dicembre, spara sui suoi giovani, i cui cadaveri vengono portati via a mucchi. Ecco, forse è meglio che l'Onu rimanga il più lontano possibile dall'Iran; così come la Raggi doveva restare il più distante possibile dal Campidoglio.

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