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Aldo Buzzi, le "Stanze per la fantasia" tornano a prendere luce

A 80 anni da quando fu pensato, viene pubblicato un libretto di racconti e saggi dell’autore comasco

Aldo Buzzi, le "Stanze per la fantasia" tornano a prendere luce
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E sì che sulla cartellina in cui aveva raccolto i dattiloscritti dei vari pezzi scrisse bello in grande e in maiuscolo «BUTTARE». Poi, per fortuna, come ogni tanto accade nella storia dei libri, il destino decide diversamente.

Aldo Buzzi (1910-2009), una vita lunga 99 anni quadripartita fra architettura, cinema, letteratura e giornalismo (in effetti anche gastronomia...), durante la guerra, annus horribilis 1944, rifugiato nell'appartamento di un amico di famiglia ad Appiano Gentile, a nord del profondo nord, si mette a lavorare a una serie di progetti editoriali. Il più importante è il suo Taccuino dell'aiuto-regista, che esce proprio alla fine del '44. Ma in mente ha anche un libretto per una nuova collana affidatagli dalla casa editrice Domus. Pensa di intitolarlo Stanze per la fantasia e dovrebbe raccogliere un pugno di testi, alcuni più narrativi altri più saggistici, che hanno come filo conduttore la fantasia, intesa come creatività, invenzione, visione; campo per il quale lo scrittore comasco, amico dell'immenso Saul Steinberg, dell'ingegnere-poeta Leonardo Sinisgalli, di Bruno Munari e cultore dei mobiles di Alexander Calder tutti artisti impuri e versatili ha più che un debole. Diciamo una fertile ossessione.

Insomma, alla fine del 1946 la pubblicazione del libretto sembra cosa fatta (ne promette già una copia agli amici), poi però le cose vanno per le lunghe, la guerra finisce, altri lavori incombono (lo sapevate che fu lui l'architetto-scenografo del film Il mulino del Po di Alberto Lattuada, del 1949?) e il progetto viene abbandonato...

Forse troppo breve per fare gola a un grande editore, disomogeneo due racconti e cinque note di carattere saggistico, di cui una dedicata alla camera oscura e una alle «macchine inutili» di Munari -, impuro (è narrazione o descrizione?), frammentario, figlio di un autore vulcanico e volubile, il libro rimane inedito, a riposare in una carpettina bianca, in un cassetto dell'armadio delle mille idee di Aldo Buzzi. Fino a oggi.

Ritrovate dopo ottant'anni, quelle antiche carte tornano a parlare e, con la cura di Gabriele Gimmelli, diventano finalmente il libro che Aldo Buzzi sognava: Stanze per la fantasia (Officina libraria, pagg. 110, euro 12,90).

Un incantevole volo letterario, onirico e fantastico, fra ombre proiettate sui muri, il volo del condor (la pagina più bella), i giochi di luce del caleidoscopio, il rumore che fa la pendola prima di suonare e le magie dell'immaginazione.

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