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Il "Caro Diario" di Nanni Moretti per il No al Referendum

“Voto no. Cari saluti” è la frase scritta a penna su un foglio in un’immagine pubblicata su Instagram. Il regista romano si aggrega allo schieramento del campo largo contro la riforma della giustizia

Il "Caro Diario" di Nanni Moretti per il No al Referendum
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C’erano pochi dubbi a riguardo. Fatto sta che Nanni Moretti ha voluto mettere nero su bianco (nel senso vero dell’espressione) il proprio endorsment sul referendum confermativo sulla riforma costituzionale della giustizia - previsto per i prossimi 22 e 23 marzo - che prevede la separazione delle carriere dei magistrati e il sorteggio dei componenti dei due nuovi Consigli Superiori della Magistratura e dell’Alta Corte disciplinare. Il regista romano, quasi citando anche visivamente due dei suoi film più di successo (“Caro Diario” e “Aprile”) verga la seguente frase scritta a penna su un foglio a righe: “Al referendum voto no, cari saluti”.

Questa immagine appare in un post pubblicato sul profilo Instagram dello stesso Moretti che, a questo punto, si schiera chiaramente e ufficialmente con il fronte contrario al disegno di legge voluto dal ministro Carlo Nordio sull’appuntamento elettorale che si terrà in tutta Italia tra 24 giorni. Una conferma di quanto l’attore 72enne non solo decida (e di certo questa non si può definire una sorpresa) di prendere una posizione allineata a quella del centrosinistra, ma anche un’ulteriore dimostrazione di come oramai abbia preso confidenza non i social network.

Del resto, solo per rimanere a questi ultimi mesi, non è la prima volta che il regista di “Bianca” ed “Ecce Bombo” utilizza i vari Facebook, X e Instragram per lanciare alcuni messaggi politici specifici. Politica che, da sempre durante la sua carriera, è parte integrante del suo cinema. Basti pensare Moretti quando nel 2025 aveva preso una netta posizione sulla guerra a Gaza, esprimendo la propria ferma condanna contro le azioni del governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu. “Ma quanti palestinesi devono ancora morire perché tu sia soddisfatto e finalmente la smetta?”, aveva scritto rivolto al primo ministro dello Stato d’Israele.

Non solo social però. Colui che a inizio degli anni 2000 animò il movimento dei girotondi contro il secondo governo presieduto da Silvio Berlusconi - e che allo stesso tempo picconò il centrosinistra a trazione D’Alema, Fassino e Rutelli con il celebre discorso di piazza Navona (“Con questi dirigenti non vinceremo mai) ha anche utilizzato il suo cinema, il Nuovo Sacher, per lanciare ulteriori messaggi politici. Uno sempre per attaccare il premier israeliano, affiggendo uno striscione sopra l’entrata della sala con scritto: “Netanyahu criminale pazzo”. Un altro contro la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. creando ad hoc il titolo di un film con tanto di regista: “La premier che urla. Un film di Crispino Zazza”. Ora tocca al referendum sulla giustizia.

Chi crede alla scaramanzia, visti i suoi precedenti non fortunati, si dice certo che questa frase potrebbe rivelarsi un duro colpo per il fronte del No. Tuttavia, superstizioni a parte, saranno le urne di inizio primavera a decretare chi aveva ragione o meno.

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