Altro che clima unitario. All’indomani dell’elezione di Giuseppe Tango alla guida dell’Anm, emergono segnali di tensione all’interno della sua corrente di riferimento, Magistratura indipendente. Il gruppo, che nel direttivo dell’Anm detiene la maggioranza relativa, registra infatti l’uscita di una figura apicale: il segretario generale Claudio Maria Galoppi ha rassegnato le dimissioni.
La decisione è stata comunicata dallo stesso Galoppi tramite una lettera indirizzata alla presidente della corrente, Loredana Miccichè. Nel documento, reso noto dal Foglio, il magistrato esprime una valutazione fortemente critica nei confronti dei colleghi: “Ho maturato con sofferenza questa decisione, dopo avere amaramente constatato attorno a me mancanza di trasparenza, carrierismi, personalismi e attaccamento alle ‘cariche’ piuttosto che leali e approfonditi confronti sui contenuti dell’azione associativa”.
Galoppi è considerato un esponente di rilievo dell’area moderata della magistratura. In passato ha ricoperto diversi incarichi istituzionali, tra cui quello di componente del Csm tra il 2014 e il 2018. Successivamente è stato consigliere giuridico del presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e ha presieduto una commissione ministeriale istituita dal ministro Carlo Nordio per l’attuazione delle deleghe sull’ordinamento giudiziario.
Le dimissioni vengono interpretate come un segnale palpabile della tensione interna a Magistratura indipendente, emersa in particolare in occasione dell’elezione di Tango alla presidenza dell’Anm.
Una parte della corrente considera il magistrato troppo vicino alle posizioni delle componenti progressiste della magistratura, come Area e Md. L’ala più tradizionalista avrebbe invece preferito una figura considerata più moderata, come Antonio D’Amato, già componente del Csm.