A Milano ogni giorno 700mila non residenti Ci costano 400 milioni

Ogni giorno entrano a Milano, dati 2002, quasi 700 mila persone non residenti nel capoluogo lombardo. Una mole di persone che si catapulta in città per studio, lavoro o svago, incidendo sui bilanci comunali.
Per Palazzo Marino, rispetto alla spesa complessiva per servizi, l’onere delle popolazioni non residenti rappresenta il 16,1% del bilancio, ovvero quasi 400 milioni di euro (dati 2005). È quanto emerge dalla ricerca dei professori Gianmaria Bernareggi e Vittorio Ferri del Centro di Ricerca in Economia del Territorio, esposti a un incontro a Milano.
Oltre la metà dei 667.085 non residenti che entrano a Milano (il 56,4%) è formato da lavoratori, mentre chi arriva per studio è invece il 17,8%, in particolare universitari e alunni delle superiori. Il 2,6% lo fa per acquisti, il 5,8% per svago e il 3,2% per riunioni d’affari.
Un «fattore di disturbo per il progetto di federalismo fiscale», ha spiegato il professor Bernareggi, dovuto alla crescita della mobilità degli individui che ha trasformato le città (capoluoghi di provincia o mete turistiche) in centri focali che attirano persone al di là dei propri confini.
Un fenomeno che, hanno spiegato i due professori al convegno «La conoscenza della mobilità degli individui per l’attuazione del federalismo fiscale» che si è svolto all’Università Bicocca, andrebbe maggiormente studiato per aggiornare i dati disponibili e che potrebbe essere risolto in parte con l’istituzione della Città metropolitana («che però lascerebbe fuori il 40% di chi si sposta», obiettano), con tasse d’ ingresso alle città o con «trasferimenti dello Stato che tengano in considerazione non solo la popolazione residente ma anche quella non residente che ne usa i servizi».

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