Dacca, il sopravvissuto sotto choc: "È stato un massacro"

Parla un cuoco argentino di origini italiane preso in ostaggio dall'Isis a Dacca: "Mi hanno sparato ma non sono riusciti a colpirmi"

Dacca, il sopravvissuto sotto choc: "È stato un massacro"

È riuscito a fuggire all'assalto islamista a Dacca. Ma nei uoi occhi c'è ancora tutto il terrore all'Holey Artisan Bakery nel quartiere diplomatico Gulshan, poco distante dall'ambasciata italiana e da dove fu ucciso Cesare Tavella. Diego Rossini, chef argentino di origini italiane, ha raccontato al canale tv C5N la strage dei tagliagole del Califfato. "È stato un massacro - ha detto dopo essere riuscito a fuggire dalla morte - è stato davvero orribile...".

Ai microfoni di C5N Rossini, ha raccontato che i terroristi islamici "sono arrivati con sacchetti contenenti esplosivi, bombe e granate". "Uno degli aggressori mi ha sparato, ma non mi ha colpito", ha spiegato lo chef argentino raccontando di essere riuscito a fuggire dalla terrazza ristorante insieme ad altri. "Non so quante persone hanno ucciso", ha poi detto lo chef a un'altra emittente argentina, Todo Noticias. "Devo ringraziare l'Italia per come mi ha aiutato in una vicenda così dura", ha poi dichiarato Rossini all'agenzia di stampa italiana Ansa.

Proprio oggi Rossini compie 45 anni. La sua famiglia è originaria di Livorno. Parlando dalla sede dell'ambasciata italiana, il cuoco ha confermato che "gli attaccanti cercavano unicamente i cittadini stranieri. Nel ristorante non c'era tantissima gente, ma c'erano vari clienti italiani". Di loro, ha poi tagliato corto, "non posso dire nulla con certezza".

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