Ex spia in campo contro Trump: ma viene inondata di critiche

Nello spot elettorale adrenalinico l'ex Cia Valerie Plame racconta la sua scabrosa vicenda privata: ma le inesattezze potrebbero costarle caro

Ex spia in campo contro Trump: ma viene inondata di critiche

Bionda, affascinante, pratica e dal bell'aspetto, l'ex spia della Cia Valerie Plame ha annunciato la sua discesa in campo nella corsa al Congresso per i Democratici. E lo ha fatto con un video a metà tra un trailer per il nuovo film delle Charlie's angels e un compendio degli ultimi 40 anni della storia dei conflitti americani. Il suo monito nei confronti del attuale presidente Donald Trump è: "Mi vendicherò!". Ma già arrivano le prime critiche: "La Plame non è mai stata in Iraq e Corea del Nord". Cosa che lei invece sostiene nel suo spot elettorale.

Al volante di una sportiva Chevrolet che sfreccia nel deserto del New Messico, dove l'ex-spia attualmente vive e dove intende candidarsi, Valerie Plame racconta la sua storia di spia tradita nella Central Intelligence Agency - l'agenzia di spionaggio per le operazioni estere degli Usa - e si lascia scappare un elenco dei luoghi caldi dove avrebbe servito il suo paese: "Iran, Iraq, Siria, Pakistan, Corea del Nord", con il compito di : "Impedire che stati canaglia e terroristi s'impadronissero di armi nucleari"; poi citando il vicepresidente Dick Cheney - personaggio estremamente controverso della politica estera e interna d'America - punta il dito sull'allora capo del suo staff, Scooter Libby, direttamente coinvolto in una questione privata riguardante il marito della Plame: vicenda che le costò la sua corriera nella Cia nel 2003. Libby venne giudicato colpevole di ben quattro capi d'accusa per aver rivelato l'identità della spia, e scontò 30 mesi in una prigione federale per averne compromesso per sempre la copertura (dunque di averla letteralmente "bruciata"), quale vendetta per una smentita fatta di suo marito, l' ex ambasciatore Joseph Wilson, riguardo la storia dell'uranio arricchito in Niger: usata come alibi per scatenare la guerra in Iraq. Ad assolverlo completamente dai suoi peccati fu proprio Trump nel 2018. E questo sembrerebbe aver scatenato la voglia di vendicarsi "politicamente" della Plame.

"Con Trump, ho dei conti da sistemare", dice l'ex-spia 56enne che nel video dal titolo "Undercover" racconta anche di essere nata in Alaska da una famiglia ebrea di origini ucraine, con padre tenente colonnello dell'aeronautica, e un fratello marine veterano del Vietnam.

Lo spot è stato presentata proprio lo stesso giorno in cui i giornali americani raccontano in coro la storia di un'altra spia della Cia, che è stata recentemente esflitrata dal Cremlino - parrebbe per colpa di Trump - dove operava da anni come "gola profonda". "Ho servito il mio Paese. Fino a quando non mi ha tradito", ha dichiarato la Plame, già autrice di un libro scandalo nel 2013 che fece tramare qualche scrivania, sia a Washington che a Langley. "Su sicurezza nazionale, assistenza sanitaria, diritti delle donne stiamo regredendo. È ora di dare una svolta", ha affermato decisa l'ex 007 che sembra aver messo nel mirino il presidente Trump come "uomo da battere". Il video, senza dubbio coinvolgente, ha già registrato un milione di visualizzazioni; ma come spesso accade a voler esagerare si rischia di rimanere vittima di se stessi. Il Washington Post, giornale che nel 2003 contribuì a bruciarne l' identità, ha subito smentito Plame, scrivendo che non è "mai stata in Iraq o Corea del Nord", e che dirigeva sì le operazioni della task force della Cia specializzata nel contrabbando delle armi nucleari, ma dalla tranquilla e mite Grecia. Il Post ha anche incalzato la Plame sulla vicenda personale che le sarebbe costata la copertura, asserendo che non è stato Scooter Libby a rivelare il suo nome, ma l' ex vicesegretario di Stato Richard Armitage. Come da lui stesso dichiarato nel 2006.

Queste narrativa forzata e semplificata ha scatenato una pioggia di critiche nei confronti nella candidata democratica, e il presidente dell' American Conservative Union e opinionista per Fox News Matt Schlapp non ha potuto fare a meno di chiosare: "Cara Valerie Plame" - "Iniziare la tua campagna con delle inesattezze, rivela molte cose su di te". Nonostante la guida esperta da stuntman dimostrata dalla Plame nel suo spot di lancio, questa rivelazioni potrebbero costringerla ad uscire di pista alla prima curva del lungo e complesso percorso che porta al Congresso.