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Una mostra, un film e poi il dibattito: così il sogno entra a scuola

L'incontro col sottosegretario Picchi: "I Trofei di Milano non sono solo sport ma percorso formativo"

Una mostra, un film e poi il dibattito: così il sogno entra a scuola
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I Giochi entrano nelle scuole. Non è scontato, anzi. Là dove le Olimpiadi dovrebbero andare a "seminare" quella passione capace di contagiare le nuove generazioni, arrivano grazie ai "Trofei di Milano", manifestazione storica, unica e soprattutto gratuita che ormai dal 1964 porta i giovanissimi in pista e a contatto con l'evento olimpico.

In questi anni questo evento ha coinvolto quasi 4 milioni di ragazze e ragazzi, tra cui Achille Barosi, una delle vittime dell'incendio di Crans-Montana, che aveva partecipato a una competizione vincendo un premio, come è stato ricordato alcuni giorni fa nella Scuola Maria Consolatrice, durante uno dei tanti incontri con gli studenti che i Trofei hanno avuto in questo anno di avvicinamento a Milano Cortina-2026.

Una mattinata che ha coinvolto oltre 200 ragazzi e il Sottosegretario allo Sport e ai Giovani di Regione Lombardia Federica Picchi e che ha visto l'inaugurazione della mostra fotografica "International Olympic Games"", composta da 240 scatti che raccontano la storia dei Giochi. Non solo. E' seguita la proiezione del cortometraggio "Emozioni Sportive di Classe" che hanno fatto da preludio al dialogo tra il Sottosegretario Picchi, l'ideatore dell'iniziativa Franco Ascani, gli studenti, i docenti e la dirigenza scolastica.

"Trofei di Milano Cortina è molto più di un progetto sportivo: è un percorso formativo gratuito che offre a migliaia di studenti l'opportunità di vivere esperienze uniche, crescere attraverso lo sport e sentirsi parte di un grande evento internazionale come i Giochi" ha dichiarato Picchi, ringraziando il professor Ascani "ideatore dell'iniziativa che da oltre 60 anni promuove lo sport nelle scuole elementari e medie".

Sono il "seme" dello sport, quello del futuro, quello che verrà, più un investimento culturale che agonistico. Perchè in tutto questo tempo i Trofei sono entrati nelle scuole, hanno raccontato i buoni valori ai ragazzi, li hanno portati a correre, a saltare, a giocare, a divertirsi a dimenticarsi per qualche ora degli smartphone, in un certo senso a connettersi con la vita reale. Hanno insegnato loro il giusto piacere della fatica, della competizione, della lealtà e del rispetto.

Hanno spiegato ai giovanissimi, e pare che ce ne sia davvero tanto bisogno, che nella vita si può vincere ma si può anche perdere, che non è un dramma, che si può ricominciare a patto di sapersi rimboccare le maniche. "Il progetto mira a creare una leva educativa per il futuro, un'eredità sportivo-culturale capace di rafforzare nei giovani senso civico, rispetto, inclusione e sostenibilità" ha concluso Picchi.

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