La pittura come mezzo di sperimentazione è il nucleo dell'antologica "50 anni di pittura" dell'artista Enzo Cacciola (Arenzano, 1945), che Regione Lombardia ospita all'interno dello spazio IsolaSet fino al 23 febbraio. L'esposizione, curata da Alberto Fiz, ripercorre l'indagine di Enzo Cacciola dal 1970 a oggi, attraverso 49 opere tra cui molti lavori monumentali che testimoniano la coerenza radicale di una ricerca dove la pittura si emancipa da ogni forma di edonismo o compiacimento formale per diventare essa stesso luogo di verifica. Protagonista tra i più rigorosi della Pittura Analitica (movimento artistico che si è sviluppato in Italia per riaffermare il ruolo centrale della pittura come mezzo espressivo), sin dal 1974 Cacciola ricorre all'utilizzo di materiali "anti-artistici", normalmente utilizzati nella produzione industriale e artigianale: cemento, asbesto, alluminio diventano elementi ricorrenti delle sue opere che negli anni Duemila (dopo un ritorno alla pittura concettuale) vedono anche l'utilizzo del multigum, una guaina liquida usata per rivestire e per impermeabilizzare tetti, terrazze e superfici cementizie. Il percorso artistico di Cacciola si presenta quindi come "una sfida costante alle regole, dove la pittura mantiene il suo aspetto provocatorio opponendosi a ogni forma di convenzione o di accademismo". L'assessore regionale Gianluca Comazzi (Territorio e Sistemi verdi) ha ricordato che "le istituzioni non sono solo luoghi amministrativi ma anche spazi aperti alla cultura e al confronto.
La ricerca di Cacciola, attenta al rapporto tra materia, tempo e memoria, dialoga in modo naturale con la nostra idea di territorio come luogo vissuto e in continua trasformazione. È un'occasione preziosa per offrire ai cittadini un'esperienza artistica profonda, capace di aprire nuove prospettive e lasciare un segno duraturo".