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F1, Andretti furioso per l'esclusione: "Se vogliono sangue sono pronto", cosa è successo

L'ex campione del mondo non riesce a digerire le motivazioni alla base della decisone: "Mi sento offeso"

F1, Andretti furioso per l'esclusione: "Se vogliono sangue sono pronto", cosa è successo

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F1, Andretti furioso per l'esclusione: "Se vogliono sangue sono pronto", cosa è successo

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È un fiume in piena Mario Andretti, il quale ancora non riesce a digerire le motivazioni che sarebbero alla base della scelta di non concedere al suo team l'opportunità di prendere parte al campionato del mondo di Formula 1.

Andretti, iridato nella stagione 1978/1979 al volante della celebre Lotus Modello 79, aveva infatti avanzato la proposta di aggiungere un'undicesima scuderia alle dieci già presenti nel Circus, arrivando per questo a coinvolgere la General Motors: secondo i suoi piani, il team Cadillac avrebbe dovuto fare il suo esordio nel mondiale a partire dalla stagione 2025/2026. Purtroppo per lui, tuttavia, la richiesta è stata respinta al mittente.

A lasciare l'amaro in bocca, tuttavia, non è solo la bocciatura della proposta, ma soprattutto le presunte motivazioni alla base della stessa. A fare infuriare di più Andretti è quella secondo cui il nuovo team non avrebbe avuto i mezzi per poter diventare sufficientemente competitivo. L'ex pilota non ha avuto peli sulla lingua nel commentare la notizia della bocciatura della sua nuova scuderia."Mi sono sentito offeso, sinceramente non penso che meritassimo un trattamento simile", ha sbottato durante un'intervista concessa venerdì scorso ad Apnews.com in occasione della seconda tappa della Indycar 2024 che si è corsa sulle strade di Long Beach."È un grande investimento nel campionato e sarebbe stato logico immaginare che venisse apprezzato", ha aggiunto Andretti, "anche il valore della F1 aumenterebbe con 11 squadre anziché con 10: dovrebbero dirci cosa c’è veramente che non va".

Probabilmente, se ci fossero delle motivazioni più occulte, non le sapremo mai, anche se c'è chi ha ipotizzato che le altre dieci scuderie non abbiano accolto con entusiasmo l'idea di dover spartire la torta degli introiti del Circus in undici fette. Ma c'è un altro aspetto a far imbufalire Andretti, ovvero il fatto che alla General Motors sia stato chiesto di scegliere altri partners con cui collaborare, tagliando quindi fuori l'ex pilota. "Questa è stata un'altra affermazione offensiva", si è infatti sfogato Andretti."GM lo ha detto più e più volte: 'Andretti o niente'. Nonostante questo, la F1 ha comunque provato a inserire lo stesso il gruppo". Da qui, ovviamente, nasce un pesante sospetto: "C'è una corrente sotterranea lì che non capisco. Se vorranno sangue, mi troveranno pronto", promette.

Resta ancora qualche spiraglio per poter riuscire a coronare il suo sogno, e Andretti attende con ansia l'incontro tra le parti che dovrebbe avvenire in occasione del Gran Premio di Miami in programma il prossimo 5 maggio.

"Abbiamo avuto un solo incontro con loro. Questo è un problema", rivela l'ex iridato. "Anche per questo sono felice del nostro prossimo meeting", prosegue, "ci sono state alcune occasioni perse lungo il percorso, ma dobbiamo guardare avanti, non indietro. Rimango fiducioso perché non smettiamo mai di lavorare per raggiungere questo obiettivo".

Andretti è pronto a scendere a patti e a fare tutto ciò che è in suo potere per realizzare il nuovo team: "Purtroppo, però, ci sono state fornite solo strane scuse", lamenta l'ex

pilota,"dicono che il mancato ingresso serviva a non crearci imbarazzo. Ma la General Motors è entusiasta di questo progetto. Inoltre le regole dicono che 11 o 12 squadre sono legali. Non so cosa dobbiamo fare di più".

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